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Afghanistan, strage all’Onu

· Dopo il rogo del Corano da parte di un pastore statunitense ·

È sfociata in efferate violenze la manifestazione indetta ieri in Afghanistan contro il gesto — a sua volta ignobile e sconsiderato — del pastore americano Wayne Sapp, che, lo scorso 21 marzo, ha pubblicamente bruciato una copia del Corano in Florida. Una folla inferocita ha assaltato la sede Onu di Mazar-i-Sharif, nel nord del Paese, uccidendo dodici persone, tra cui sette dipendenti stranieri delle Nazioni Unite (due europei e cinque nepalesi) Due delle vittime sarebbero state decapitate.

Alta tensione anche a Kabul, dove più di duecento manifestanti hanno bruciato una bandiera statunitense davanti all’ambasciata americana. In migliaia, poi, hanno dato vita a una marcia di protesta nella parte occidentale di Herat. E stamane si è appreso che a Kandahar nove persone sono morte e settantatrè sono rimaste ferite durante una manifestazione, anch’essa organizzata per protestare contro il gesto del pastore americano.

Riguardo all’assalto contro la sede Onu di Mazar-i-Sharif, il governatore della provincia di Balkh, Ata Mohammad Noor, ha accusato i talebani afghani infiltrati fra i manifestanti, che «hanno approfittato della situazione per attaccare il compound delle Nazioni Unite». Il responsabile della missione Onu in Afghanista, Staffan de Mistura, è subito volato a Mazar-i-Sharif per monitorare la situazione personalmente. Nel frattempo, segnala l’agenzia Agi, dal ministero degli Esteri russo è arrivata la richiesta a Governo afghano e alle forze militari internazionali dispiegate nel Paese di «prendere tutte le misure necessarie» per proteggere il personale Onu. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha condannato l’attacco definendolo «oltraggioso e vile». Dura condanna è stata espressa anche, dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Quello di ieri è il più grave attacco contro le Nazioni Unite in Afghanistan dall’ottobre 2009, quando un attentato contro una foresteria, nel centro di Kabul, provocò sei morti e nove feriti tra i dipendenti Onu.

Si segnala, poi che nella provincia orientale di Kunar, sono divampate nuove violenze: ieri, in duri scontri, sono morti sei soldati statunitensi e venticinque talebani.

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24 luglio 2019

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