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In Afghanistan si muore
anche per il maltempo

· Doppia frana causa più di 1.200 vittime ·

Primi soccorsi nella provincia di Badakhshan (Ansa)

Tragedia in Afghanistan. Questa volta, in un Paese sempre segnato dalle violenze, è stata l’inclemenza del tempo a seminare morte e distruzione: più di 1.200 le vittime. Nell’Afghanistan nord-orientale, il cedimento di una collina, dovuto a piogge battenti, ha causato due frane che hanno sepolto centinaia di case nella provincia di Badakhshan. Già la scorsa settimana temporali insoliti per la stagione e lo scioglimento delle nevi si erano coalizzati provocando lo straripamento di fiumi e inondazioni in cinque province del nord-ovest del Paese: circa duecento le persone rimaste uccise.

E l’ultima emergenza è scattata nel pomeriggio di ieri quando nel distretto di Argo, a seguito di piogge torrenziali, una quantità enorme di acqua, terra e sassi si è abbattuta su un villaggio nell’area di Aab Barik, seppellendo nel fango circa trecente case, già fatiscenti, e una moschea. Secondo il capo del consiglio provinciale, Abdul Wahed Tabibi, il luogo era pieno di fedeli convenuti per la preghiera del venerdì. Riferiscono fonti locali che circa due ore dopo la prima valanga, dalla collina sovrastante la zona si è staccata una seconda frana, che è andata ad abbattersi su centinaia di soccorritori impegnati, anche a mani nude, nell’opera di salvataggio del maggior numero possibile di persone. Un primo bilancio ufficiale parlava di 350 vittime, ma con il passare delle ore il conteggio dei morti è andato tragicamente crescendo. 

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08 dicembre 2019

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