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Affinché non siano privati della preghiera

· Nell’istruzione «Ad resurgendum cum Christo» ·

L’Ordo exsequiarum, pubblicato il 15 agosto 1969 e tuttora in vigore, nelle brevi indicazioni riguardanti la cremazione si richiama all’istruzione Piam et constantem, 5 luglio 1963, dell’allora Sant’Uffizio.

Si tratta di un solo paragrafo delle premesse (prænotanda) (n. 15), in cui si stabilisce che le esequie siano celebrate secondo il tipo in uso nella regione, ma si dà la possibilità di compiere nell’edificio del crematorio i riti previsti nella cappella del cimitero o presso la tomba; anzi, se non vi è altro luogo adatto, i riti si possono svolgere nella stessa sala crematoria, cercando di evitare con la debita prudenza ogni pericolo di scandalo o di indifferentismo religioso.

La nuova istruzione Ad resurgendum cum Christo della Congregazione per la dottrina della fede contiene una importante affermazione: «In assenza di motivazioni contrarie alla dottrina cristiana, la Chiesa, dopo la celebrazione delle esequie, accompagna la scelta della cremazione con apposite indicazioni liturgiche e pastorali» (n. 4). Si evita così l’isolamento tra il funerale, che ovviamente interessa alla Chiesa, e la cremazione, che pure le importa.

di Antonio Miralles

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20 ottobre 2019

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