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Affinché l’Iraq non resti schiavo delle divisioni

· Il vescovo caldeo Warduni sul tema della prossima Giornata della pace ·

«Un tema importante non solo per l’Iraq ma per il mondo intero. Il mondo sta andando verso la schiavitù. Una nuova schiavitù della materia, del denaro, del potere, del sesso, del relativismo etico che allontana da Dio per trasformare l’uomo stesso in Dio. Siamo schiavi delle divisioni, degli interessi personali, della guerra che scoppia a ogni crisi». Così Shlemon Warduni, vescovo di curia di Babilonia dei Caldei, commenta il tema della quarantottesima Giornata mondiale della pace, «Non più schiavi, ma fratelli», che sarà celebrata il 1° gennaio prossimo. Si tratta di una scelta — afferma il presule che è anche presidente di Caritas Iraq — che, soprattutto in un contesto difficile e tormentato come quello iracheno, «ci permette di riflettere sul valore della dignità delle persone e ripropone il tema della libertà come annuncia il Vangelo: se ci avviciniamo a Dio diventiamo liberi dall’egoismo, dagli interessi personali. Liberi dalle schiavitù del mondo di oggi».

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20 giugno 2019

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