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Affascinante strategia missionaria

· ​Celso Costantini primo delegato apostolico in Cina ·

«Noi rispettiamo il popolo cinese; soltanto, la Chiesa chiede libertà per la sua missione, per il suo lavoro; nessun’altra condizione». Così rispose Papa Francesco alla domanda di un giornalista il 19 agosto 2014, allorché per la prima volta un romano Pontefice poté sorvolare in aereo il territorio della Repubblica Popolare Cinese. E proseguì citando la lettera di Benedetto xvi indirizzata nel 2007 ai cattolici nella terra di Confucio: «Quella lettera oggi è attuale. (...) E sempre la Santa Sede è aperta ai contatti: sempre, perché ha una vera stima per il popolo cinese».

Celso Costantini in una fotografia ufficiale

Quel «sempre» ripetuto da Francesco ci riconduce al solco profondo tracciato in Cina dai suoi illustri predecessori, soprattutto da quando vi inviarono il primo delegato apostolico monsignor Celso Costantini. Questi, fedele interprete del ministero petrino, riuscì a compiere, dal 1922 al 1933, imprese che resteranno indelebili nella storia e che sono oggetto di questo studio, il quale dimostra valide le ragioni di quanti considerano Costantini l’artefice del nuovo corso della Chiesa cattolica tra gli eredi del Celeste Impero.
Il quadro delineato dal presente volume è originale, impressionante, affascinante ed esaltante insieme.
Originale, perché è composto sulla base di fonti inedite e autorevoli rese accessibili dagli archivi della Santa Sede, relative soprattutto alle disposizioni del romano Pontefice e alla corrispondenza della sua Segreteria di Stato e della Sacra Congregazione De Propaganda fide con il delegato apostolico a Pechino. Dalla miniera di documenti rintracciati l’autore ha saputo estrarre, grazie alla sua competenza storica e giuridica, il materiale più pregiato, al punto che le trattazioni future sulla questione cinese, per il periodo indicato, non potranno non confrontarsi con questa pubblicazione.
Impressionante è la mole di attività realizzate da Costantini e qui analizzate, le quali rappresentano le principali radici dello sviluppo ecclesiale in Cina, perché continuano a portare abbondanti frutti anche oggi. Tra esse emergono in particolare: il primo concilio plenario cinese preparato dal futuro cardinale pordenonese e da lui presieduto a Shanghai nel 1924 in qualità di legato pontificio; la consacrazione dei primi sei vescovi cinesi nel 1926 e la promozione del clero indigeno in uffici ecclesiastici di rilievo; la costituzione del primo istituto religioso clericale cinese, da lui fondato nel 1927 e denominato Congregatio discipulorum Domini; l’erezione nello stesso anno dell’università cattolica Fu Ren a Pechino; l’inaugurazione dell’associazione generale della gioventù cattolica cinese, avvenuta nel 1929 nella sede della delegazione apostolica.
Affascinante è la strategia missionaria che emerge in quest’opera. Infatti monsignor Celso fu inviato in Cina per attuare il percorso tracciato dalla lettera apostolica Maximum illud promulgata nel 1919 da Benedetto xv. La sua navigazione doveva muoversi tra mille difficoltà e in acque agitate da turbolenze interne al Paese. Ma i suoi obiettivi erano chiari: distaccare le missioni cattoliche dai pesanti condizionamenti delle potenze coloniali, in particolare dalla Francia che era gelosa del suo protettorato su di esse; «piantare» la Chiesa affidandola al clero indigeno; inserire la linfa del Vangelo nelle vene della grande civiltà cinese eliminando i corpi estranei importati dall’Occidente. Questo programma attirò l’interesse e l’apprezzamento del governo nazionale, anche per la sua convergenza con gli ideali repubblicani sintetizzati nel motto «la Cina ai cinesi».
Esaltanti sono i risultati da lui raggiunti che lasciamo al lettore scoprire. Essi sono stati conseguiti grazie a un’intesa perfetta tra la Santa Sede e il primo delegato apostolico a Pechino. Il ritratto di Costantini in queste pagine lo presenta non come un semplice esecutore di ordini ricevuti dall’alto. Egli, obbediente all’autorità superiore, ne fu interprete creativo per il maggior bene dei fedeli nella terra di Confucio. Grande amico della Cina, si rivela pure protagonista nella tessitura dei rapporti diplomatici tra la Chiesa cattolica e la Repubblica cinese.
Al dottor Christian Gabrieli, che ci ha donato questa preziosa composizione, va il nostro vivissimo ringraziamento. Egli ha portato nuova luce sulla figura e sull’opera del cardinale Celso Costantini, figlio illustre della diocesi di Concordia-Pordenone, grande evangelizzatore della Cina, guida illuminata delle missioni cattoliche.
L’autore ha anche il merito di avere palesato la massima attenzione, l’enorme impegno e lo sconfinato amore dei vescovi di Roma per il popolo cinese, come oggi ci è bene testimoniato da Papa Francesco.


di Pietro Parolin

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17 ottobre 2019

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