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Aerei statunitensi nei cieli della Siria

· Obama ribadisce l’impegno contro il Fronte islamico ·

Voli di ricognizione statunitensi sarebbero già in atto sulla Siria per monitorare le posizioni dei miliziani del Fronte islamico (Is) contro i quali l’aviazione di Washington è già impegnata in Iraq.

Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha però detto che non ci sarà alcun coordinamento con le autorità siriane. Anche se in maniera indiretta, Earnest ha voluto così rispondere al ministro degli Esteri di Damasco, Walid Al Muallim, che aveva definito accettabili interventi internazionali per fermare l’Is solo se «in pieno coordinamento con il Governo siriano». Earnest ha ribadito che gli Stati Uniti non riconoscono la legittimità del Governo del presidente Bashar Al Assad e che non ci sono piani per cambiare questa politica.

In ogni caso, l’intervento statunitense risulterebbe un aiuto di fatto alle forze siriane, impegnate contro l’Is, ma anche contro i ribelli dell’Esercito libero siriano (Els) espressione di quell’opposizione che Washington appoggia. Secondo «The New York Times», questo potrebbe portare a un ulteriore afflusso di armi in Siria, dato che l’Amministrazione di Washington starebbe rafforzando la collaborazione e le forniture militari agli insorti dell’Els che perdono sempre più terreno sotto il duplice attacco dell’esercito e dell’Is.

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21 novembre 2018

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