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Adoperarsi per il disarmo nucleare

· Il Pontefice durante il volo verso Santiago del Cile ·

In un contesto internazionale, nel quale può bastare un incidente per innescare un conflitto, occorre adoperarsi per il disarmo nucleare. Lo ha ribadito Papa Francesco lunedì mattina, 15 gennaio, rispondendo a una domanda durante il volo verso Santiago del Cile. La domanda era stata posta dopo che, a bordo del velivolo, era stata distribuita ai settanta giornalisti che accompagnano il Pontefice una fotografia in bianco e nero scattata a Nagasaki all’indomani dell’esplosione atomica del 1945. Sul retro, la frase scritta da Papa Francesco: «... il frutto della guerra».

L’immagine, come pubblicato sull’Osservatore Romano del 31 dicembre, raffigura un bambino giapponese, con in spalla il fratellino morto, mentre attende il proprio turno per far cremare il corpicino senza vita. Il Papa ha confidato di averla trovata per caso e di averla voluta condividere «perché commuove più di mille parole».

Salutando i giornalisti all’inizio di questo ventituesimo viaggio il Pontefice ha commentato che la durata del volo, 15 ore e 40 minuti, consente di riposare ma anche di lavorare. E ringraziando i cronisti per quanto fanno ha detto che il viaggio sarà impegnativo, prevedendo tre giorni in Cile e tre in Perú. Inoltre ha ricordato di conoscere meglio il Cile, paese nel quale ha studiato per un anno.

Prima della partenza, dall’account @Pontifex il Papa ha postato un tweet, chiedendo ai fedeli «di accompagnare con la preghiera il viaggio in Cile e Perú».

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