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Per adeguarsi
alle necessità dei tempi

· Presentato il nuovo quadro economico della Santa Sede ·

Motuproprio per il trasferimento della sezione ordinaria dell’Apsa alla Segreteria per l’Economia

L’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), il Fondo pensioni, i media vaticani, l’Istituto per le opere di religione (Ior), cambiano fisionomia. Lo scopo — ha detto il cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’Economia — è quello di «migliorare la gestione economica e amministrativa della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano».

Le principali modifiche avviate dalla Segreteria per l’Economia, con il sostegno del Consiglio di cardinali e l’approvazione di Papa Francesco sono state illustrate stamane, mercoledì 9 luglio, nel corso di un’attesa quanto affollata conferenza nella Sala stampa della Santa Sede. Si tratta di cambiamenti necessari — ha detto il cardinale — per rispondere a sfide che la Cosea, la commissione di studio che ha lavorato in questi mesi sulle diverse questioni, ha definito urgenti. Tra l’altro — ha aggiunto il porporato — «il Pontefice ha chiaramente espresso il desiderio che tali cambiamenti avvengano rapidamente».

Tra le iniziative illustrate ai giornalisti naturalmente hanno suscitato grande interesse quelle relative allo Ior. Dopo aver ribadito la conclusione della prima fase della prevista riforma dell’istituto e l’avvio della seconda, il cardinale Pell ha annunciato la formazione di un nuovo gruppo dirigente, guidato dal francese Jean-Baptiste de Franssu, membro del Consiglio per l’Economia. Ha poi reso nota la costituzione di due nuovi comitati che avranno l’incarico, uno di studiare la rimodulazione dei media vaticani e l’altro la situazione del Fondo pensioni.

Intanto con una lettera apostolica in forma di motuproprio, che porta la data di martedì 8 luglio, Papa Francesco ha stabilito il trasferimento della sezione ordinaria dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica (Apsa) alla Segreteria per l’Economia. Le motivazioni del provvedimento risiedono in una tradizione plurisecolare, come spiega il Papa nel primo capoverso del documento, ribadita dal concilio Vaticano II, e che si riferisce alla «necessità di conformare l’organizzazione della Santa Sede alle necessità dei tempi, adeguando soprattutto la struttura dei Dicasteri della Curia Romana» anche per ciò che riguarda i modi di procedere e il reciproco coordinamento, affinché rispondano «alle reali esigenze della Chiesa in ogni momento».

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17 agosto 2019

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