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Addio allo storico dei sefarditi

Gérard Nahon è morto a Parigi all’età di 87 anni, nella notte tra il 18 e il 19 febbraio scorsi. La notizia è stata diffusa dall’ufficio stampa del gran rabbino di Francia. Studioso dell’ebraismo medievale e moderno, Nahon era professore emerito dell’École pratique des hautes études di Parigi, dove ha diretto la sezione di scienze religiose dell’università della Sorbona. Ha insegnato anche al Centro universitario di studi giudaici di Bruxelles, all’università di Aix-en-Provence e alla Scuola rabbinica di Francia. Dal 1981 al 1992 ha diretto Nouvelle Gallia Judaica, una collana di libri dedicata alla storia degli ebrei francesi, la «Revue des études juives», dal 1980 al 1997, e la «Collection de la Revue des études juives».

Nahon era nato a Parigi nel 1931 da una famiglia fuggita dall’Algeria negli anni venti del Novecento e rifugiata a Pau durante la guerra. Sempre nella capitale francese studiò filosofia, storia e lingua ebraica alla Sorbona, all’Institut national des langues et civilisations orientales e all’École Pratique des Hautes Études. Dopo aver lavorato come educatore per l’Œuvre de Secours aux Enfants, e come professore di storia e geografia in alcune scuole secondarie superiori — tra cui il Lycée Pasteur de Neuilly-sur-Seine — nel 1965 Nahon iniziò la sua collaborazione con il Centre National de la Recherche Scientifique e la sua carriera universitaria. Tra i suoi libri tradotti in italiano viene spesso ricordato La Terra Santa all’epoca della qabbalah (Ecig, 2000), in cui descrive il rifiorire della vita ebraica in Terra d’Israele nella prima modernità, da Gerusalemme alla mistica Safed che domina sul lago di Tiberiade. Nahon esplora questa ricca realtà nei suoi aspetti politici ed economici ma soprattutto intellettuali, soffermandosi in particolare sulle scuole di dottrina mistica. Un altro dei suoi saggi più noti è Metropoli e periferie sefardite dell’Occidente. Nel 1992 venne premiato con la medaglia d’oro dalla Société Académique Arts-Sciences-Lettres di Parigi, mentre tre anni più tardi per l’insieme dei suoi studi ricevette il Premio Gerusalemme Patrimonio d’Israele. Fra i tanti riconoscimenti ottenuti per il suo lavoro di ricerca d’archivio e di saggistica, ricordiamo una medaglia da parte dell’Académie nationale des Sciences, Belles-Lettres et Arts de Bordeaux per il volume Juifs et judaïsme à Bordeaux (Mollat, 2003) e il Premio Eduard Feliu nel 2010.

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