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Ad Addis Abeba
per finanziare lo sviluppo

· ​Ancora 800 milioni le persone in condizioni di povertà estrema ·

Ha preso il via oggi ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia e sede dell’Unione africana, la terza conferenza internazionale delle Nazioni Unite sul finanziamento allo sviluppo. 

Profughi iracheni  attendono in fila aiuti alimentari

Un incontro che, insieme con l’adozione a settembre dell’agenda per lo sviluppo post-2015 da parte dell’assemblea generale dell’Onu e con il vertice sui cambiamenti climatici in programma a Parigi alla fine di dicembre, contribuirà a definire orientamenti decisivi a livello globale.

La conferenza di Addis Abeba, che si terrà fino a mercoledì, segue la pubblicazione del rapporto dell’Onu sulla campagna per il raggiungimento dei cosiddetti Obiettivi del millennio (2000-2015). Secondo lo studio, dal 1990 le persone che vivono in condizioni di povertà estrema (con meno dell’equivalente di un dollaro e 25 centesimi al giorno) sono diminuite da un miliardo e 900 milioni a 836 milioni. Un numero di indigenti comunque inaccettabile. Le statistiche relative agli Obiettivi sottolineano che per eliminare la fame nel mondo in maniera sostenibile entro il 2030 basterebbe un investimento di 267 miliardi di dollari l’anno, appena lo 0,3 per cento del prodotto interno lordo mondiale. Basterebbero, dunque, circa centocinquanta euro l’anno a ogni persona che soffre la fame, meno del costo di uno smartphone, per i prossimi quindici anni per cancellare definitivamente l’espressione «fame nel mondo».

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21 agosto 2019

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