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Acqua e luce
pilastri della casa comune

· Allarme dell’episcopato per la povertà energetica in Spagna ·

La povertà energetica colpisce l’8-9 per cento delle famiglie in Spagna, ovvero più di sei milioni di persone. È l’allarme lanciato dai vescovi, i quali, prendendo spunto dalla recente giornata mondiale di preghiera per la cura del creato sottolineano che «l’accesso all’energia e all’acqua potabile sono diritti umani fondamentali e pilastri del bene comune».

In Spagna la crisi finanziaria che ha colpito il paese nel 2008 ha peggiorato la condizione legata al riscaldamento e al raffreddamento delle abitazioni. Nel 2010, le morti premature legate alla povertà energetica hanno superato il numero delle vittime in incidenti automobilistici. «Nel nostro paese — si legge nel testo diffuso dalla commissione episcopale per la pastorale sociale intitolato «Agua y energía: dos pilares básicos de la casa común» — l’accesso all’energia è universale. Tuttavia, negli ultimi anni, si è riscontrato che un numero crescente di famiglie corre il rischio di non essere in grado di permettersi il prezzo elevato dell’energia, ricadendo nella situazione di ciò che chiamano “povertà energetica”». Sebbene in Spagna l’accesso all’acqua potabile raggiunga tutti, secondo i presuli la distribuzione avverrebbe in modo disuguale nel territorio e «molto spesso è fonte di conflitti interregionali e ideologici». La cosiddetta “povertà energetica” coinvolge, solo in Europa, tra i 50 e i 125 milioni di persone che non hanno accesso a forme adeguate e affidabili di energia a prezzi sostenibili. Le cause possono essere legate al basso reddito familiare, agli alti costi energetici o alle strutture abitative non adeguate. Dal quarto dossier sulla povertà energetica in Spagna presentato di recente a Madrid dall’Associazione di scienze ambientali, è emerso che nel 2016 almeno noceventomila cittadini (il 2 per cento della popolazione residente) si sono trovati al riguardo in stato di difficoltà a volte “assoluto”, tanto da subire un distacco dei servizi. Inoltre 6,8 milioni di persone (il 15 per cento della popolazione) non sono riuscite a riscaldare adeguatamente la propria abitazione o hanno accumulato ritardi nel pagamento delle bollette.

Di qui l’appello dell’episcopato affinché vi sia più «solidarietà e sobrietà per quanto riguarda il consumo di energia e di acqua». Allo stesso tempo, seguendo il magistero di Papa Francesco, i presuli esortano i paesi sviluppati a limitare significativamente il consumo di energia non rinnovabile e a fornire risorse a quelli più bisognosi affinché attuino politiche e programmi di sviluppo sostenibili.

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23 ottobre 2019

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