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Acqua
diritto umano

· ​Alla Pontificia Accademia delle scienze ·

Mentre la comunità scientifica di tutto il mondo festeggia la scoperta di sette pianeti che potrebbero avere acqua e dunque vita, sulla terra quello della diminuzione di risorse idriche comincia a diventare un problema sempre più avvertito. Con l’obiettivo di offrire «contributi e prospettive interdisciplinari sulla centralità delle politiche pubbliche nella gestione dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari», novantacinque studiosi provenienti dai cinque continenti si sono dati appuntamento in Vaticano per un seminario sul diritto umano all’acqua, apertosi oggi, giovedì 23 febbraio.

I lavori proseguono fino a venerdì 24 nella Casina Pio IV, sede della Pontificia Accademia delle scienze, che li ha organizzati in collaborazione con “La Cátedra del dialogo y la cultura del encuentro”, spazio accademico a più voci ispirato dal Papa in Argentina. Tra gli invitati, il climatologo statunitense Peter Gleick, l’attivista indiano Rajendra Singh e il suo connazionale Asit Biswas, co-fondatore del Centro del terzo mondo per la gestione delle acque — con sede in Messico — e vincitore dello Stoccolma Water Prize 2006, noto come premio Nobel per l’acqua; il direttore del comitato tecnico dell’associazione mondiale per l’acqua Jerome Delli Priscoli e il presidente del Consiglio mondiale dell’acqua, il brasiliano Benedito Braga; il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, e il direttore esecutivo del gruppo idrologico palestinese, Ayman Rabi. Tra i presenti anche il cardinale brasiliano Cláudio Hummes, presidente della Rete pan-amazzonica, il vescovo cancelliere della Pontificia accademia Marcelo Sánchez Sorondo, il direttore generale e il direttore esecutivo della Cátedra, rispettivamente Luis Liberman e Gabriela Sacco.

Secondo Liberman «Papa Francesco, nell’enciclica Laudato si’, ha detto chiaramente che la difesa delle nostre risorse naturali non è solo un problema ambientale: dobbiamo andare verso un’ecologia integrale, perché non possiamo pensare all’uomo e alla soggettività umana fuori dall’ambiente che la contiene, costruisce e condiziona». Occorre, gli ha fatto eco Sacco, «aprire uno spazio di alta riflessione e soprattutto di proposte a livello internazionale». Del resto, spiega la pagina internet della Pontificia Accademia delle scienze dedicata al seminario, «Aristotele ci dice che, secondo Talete di Mileto, “l’acqua è l’inizio di tutto”». E questa antica intuizione è confermata dalla scienza moderna «che considera il ciclo dell’acqua fondamentale per la vita sulla terra, essendo ciò che la differenzia dagli altri pianeti. Pertanto, se questo ciclo di vita venisse compromesso dai cambiamenti climatici — avvertono gli accademici — la terra diventerebbe come Marte o gli altri pianeti senza vita». 

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