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Accordo
tra Skopje e Atene

· Sul nome di Repubblica di Macedonia settentrionale ·

Dopo una trattativa diplomatica mediata dalle Nazioni Unite, la ex Repubblica Jugoslava di Macedonia ha fatto sapere di aver accettato di cambiare il suo nome in Repubblica della Macedonia settentrionale. Questo dovrebbe venire incontro alle richieste di Atene, che da anni protestava per il nome del paese balcanico coincidente con quello della omonima regione della Grecia. L’accordo dovrà ora essere approvato con un referendum dai cittadini macedoni — che in ogni caso è previsto che continueranno a chiamarsi così — e successivamente dal parlamento greco.

La questione esiste da quando nel 1991 Skopje dichiarò la sua indipendenza dalla Jugoslavia scegliendo il nome «Repubblica di Macedonia», lo stesso nome che aveva quando faceva parte della federazione jugoslava. Alcuni cittadini e politici greci accusarono subito il nuovo paese di essersi appropriato di un nome e di un’identità culturale e storica appartenente a un’area geografica che rientrava nei confini dello stato greco. Secondo questa tesi, la ex Repubblica di Macedonia si era appropriata di una parte della cultura greca. Un esempio addotto è l’uso del nome di Alessandro Magno al quale è stato intitolato l’aeroporto di Skopje, la capitale, e che sembra possa presto cambiare nome. Usare quel nome era percepito da questa parte del mondo politico e della cittadinanza greca come una minaccia di pretese sulla regione greca della Macedonia.

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha lodato il compromesso raggiunto, dicendo che questo metterà fine alle ambiguità sull’origine storica del paese e sulle sue mire espansionistiche.

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19 agosto 2018

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