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Accordo tra Santa Sede e Bosnia ed Erzegovina

· Sull'assistenza religiosa ai cattolici nelle Forze Armate ·

Giovedì 8 aprile, nella Casa delle Forze Armate a Sarajevo, ha avuto luogo la solenne cerimonia della firma dell'Accordo tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina circa l'assistenza religiosa ai fedeli cattolici, membri delle Forze Armate di Bosnia ed Erzegovina.

Per la Santa Sede ha firmato l'arcivescovo Alessandro D'Errico, nunzio apostolico a Sarajevo, e per la Bosnia ed Erzegovina il dottor Selmo Cikotić, ministro della Difesa.

Hanno partecipato al solenne atto: da parte ecclesiastica, il cardinale Vinko Puljić, arcivescovo metropolita di Vrhbosna-Sarajevo; i monsignori Franjo Komarica, vescovo di Banja Luka e presidente della Conferenza episcopale; Ratko Perić, vescovo di Mostar-Duvno e amministratore apostolico di Trebinje-Mrkan; Waldemar Stanisław Sommertag, consigliere della nunziatura apostolica; Ivo Tomašević, segretario generale della Conferenza episcopale; il reverendo Tomo Vukšić, vicario generale di Mostar; fra Lovro Gavran, provinciale francescano di Sarajevo; fra Ivan Sesar, provinciale francescano di Mostar, e suor Ivanka Mihaljević, presidente della Conferenza dei superiori e delle superiore maggiori; da parte statale: il signor Bariša Čolak, ministro della Giustizia; la signora Marina Pendeš, vice-ministro della Difesa; il signor Fuad Kasumović, vice-ministro delle Finanze; i signori Niko Lozančić e Beriz Belkić, vice-presidenti della Camera dei Rappresentanti; il signor Boško Šiljegović, delegato parlamentare per le questioni militari; il signor Branko Zrno, presidente della Commissione parlamentare per la difesa e la sicurezza; il signor Ivo Miro Jović, vice-presidente della Commissione parlamentare per i diritti umani; il generale Miladin Milojčić, capo di Stato Maggiore delle Forze Armate; i generali Slavko Puljić e Rizvo Pleh, vice-capi di Stato Maggiore delle Forze Armate, e alti funzionari di vari ministeri e istituzioni dello Stato.

Hanno presenziato anche il reverendo Tomo Knežević, per i cattolici, e il mufti Ismail Smajlovižć, per i musulmani, coordinatori dei servizi religiosi nelle Forze Armate; il signor Boris Kožamjakin, rappresentante della comunità ebraica; il generale Bernhard Bair, comandante dell'Eufor; il colonnello Andreas Olsen, vice-comandante della missione Nato in Bosnia ed Erzegovina.

L'Accordo in parola costituisce una nuova tappa importante nei rapporti tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina. Esso, infatti, è una prima e significativa applicazione dell'Accordo di base tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina, che fu firmato a Sarajevo il 19 aprile 2006 e definì, tra l'altro, il quadro giuridico della presenza e delle attività della Chiesa cattolica nel Paese.

In particolare, l'articolo 15 del medesimo Accordo riconosce e garantisce il diritto della Chiesa cattolica all'assistenza religiosa dei fedeli cattolici membri delle Forze Armate e stabilisce che l'attività religiosa nelle Forze Armate sarà regolata da un successivo Accordo tra le autorità ecclesiastiche e la Bosnia ed Erzegovina. Ciò si propone di raggiungere il presente documento che, a norma del suo articolo 13, entrerà in vigore al momento dello scambio degli strumenti di ratifica.

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