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Accordo sulla Siria
tra Stati Uniti e Turchia

· Verrà realizzato un corridoio di pace per i rifugiati siriani ·

Una postazione statunitense a Manbij, nel nord della Siria (Ap)

A conclusione di tre giorni di colloqui tra ufficiali dei rispettivi eserciti, Stati Uniti e Turchia hanno raggiunto un accordo di massima per la realizzazione di una zona di sicurezza lungo il confine settentrionale della Siria. Si tratterebbe di “un corridoio di pace” per i rifugiati siriani che attendono di tornare nel proprio paese. Per la Turchia, che attualmente ospita circa 3,6 milioni di siriani, l’accordo costituisce un importante passo avanti nella gestione dei profughi provenienti dalla Siria.

Nel comunicato reso pubblico al termine dei colloqui si stabilisce che «come primo passo nella realizzazione della zona di sicurezza è stata programmata l’istituzione di un Centro operativo congiunto in Turchia per il coordinamento e il controllo con gli Stati Uniti». La notizia è stata confermata anche dall’ambasciata degli Stati Uniti in Turchia con sede ad Ankara.

Nelle scorse settimane la Turchia aveva annunciato che, senza un accordo con gli Usa sulla zona di sicurezza, avrebbe lanciato la terza operazione militare nel nord della Siria degli ultimi tre anni, concentrandosi questa volta sui territori a est del fiume Eufrate.

Intanto l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha reso noto che ieri mattina nell’esplosione di un’autobomba nel villaggio di Al-Qahtaniya, nella provincia di al-Hasaka nel nord-est della Siria, sono morte cinque persone, di cui tre bambini.

Un funzionario della sicurezza locale, Hoker Arafat, ha fatto sapere che l’esplosione, provocata da un dispositivo controllato a distanza, è stata innescata al passaggio di un veicolo militare. L’area dell’attacco, di fronte a un ufficio postale del centro abitato, si trova inoltre molto vicina a una scuola dell’infanzia, circostanza che ha portato alla morte dei tre bambini.

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15 settembre 2019

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