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Accordo per la fine delle violenze in Siria

· Tra l’Onu e Damasco mentre proseguono gli scontri nella regione di Homs, Idlib, Hama e Dayr Ezzo ·

La fine delle violenze entro una settimana: sembra aprirsi uno spiraglio nella strada verso la pace in Siria. L’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba, Kofi Annan, ha annunciato ieri il sì di Damasco all’applicazione, entro il prossimo 10 aprile, del piano per far cessare i combattimenti e assicurare gli aiuti alle popolazioni.

Gli analisti sono ancora incerti se la disponibilità assicurata da Damasco si tradurrà nei fatti. L’ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, Susan Rice, ha sottolineato come «nel corso degli ultimi mesi molte promesse non sono state rispettate dal governo siriano». E all’indomani della seconda riunione degli «Amici della Siria» svoltasi a Istanbul, nella quale Lega Araba e molti Paesi occidentali avevano chiesto ad Annan di definire una tabella di marcia per l’applicazione del piano di pace, la Nato è tornata ad esprimere in modo chiaro e netto la sua opposizione all’idea di fornire armi ai ribelli. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha affermato che la fornitura di armi ai gruppi che lottano contro il regime in Siria «non è la via da seguire», perché «porterebbe a una pericolosa proliferazione nella regione». La Russia si è detta contraria alla proposta di imporre un ultimatum al Governo di Damasco.

L’agenzia ufficiale Sana ha riferito dei funerali di dieci tra militari e agenti uccisi da non meglio precisati «gruppi di terroristi» nei sobborghi di Damasco e nelle regioni di Idlib, Hama, Dayr Ezzor e Homs. I Comitati di coordinamento locali degli attivisti hanno invece fornito una lista dettagliata delle persone uccise ieri per lo più nella regione di Homs (39, di cui 13 solo nel quartiere di Deir Baalba) e in quella di Idlib (12). L’Osservatorio nazionale per i diritti umani — piattaforma che raccoglie diversi gruppi di attivisti — ha fornito un bilancio aggiornato delle vittime della repressione in dodici mesi e mezzo: 10.108, di cui 7.306 civili, 2.248 tra soldati e agenti governativi e 554 soldati disertori.

Sul piano umanitario, il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), Jakob Kellenberger, è giunto ieri sera a Damasco per discutere con le autorità della situazione nelle zone colpite, degli aiuti necessari per rispondere alle «crescenti esigenze di malati, feriti e sfollati».

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