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i flussi migratori

· ​Italia, Germania e Austria annunciano a Innsbruck un impegno comune ·

Innsbruck, 12. Un «asse di volenterosi» guidato da Austria, Germania e Italia per frenare le partenze dei migranti, e quindi gli sbarchi sulle coste europee e le morti nel Mediterraneo. Questo il principale risultato dell’incontro, tenutosi questa mattina a Innsbruck, tra il ministro dell’interno italiano, Matteo Salvini, e i suoi omologhi tedesco, Horst Seehofer, e austriaco, Herbert Kickl. I tre ministri, che si sono confrontati prima dell’avvio della riunione informale di tutti i ministri dell’interno dei paesi Ue, hanno anche annunciato un nuovo incontro trilaterale a Vienna il 19 luglio. Poi un richiamo a Bruxelles: serve «un intervento unitario», ha detto il ministro Kickl, se si vogliono evitare «iniziative unilaterali» dei paesi più esposti ai flussi di arrivi.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro Salvini. «Chiederemo sostegno alle autorità libiche e chiederemo alle missioni internazionali di non usare l’Italia come unico punto di arrivo» ha dichiarato subito dopo il trilaterale. E poi ha aggiunto: «Sarà una soddisfazione se le proposte italiane potranno diventare europee con una riduzione delle partenze, degli sbarchi, dei morti e dei costi. Se il modello italiano diventerà europeo è motivo di orgoglio». Seehofer ha confermato l’accordo tra i tre paesi e ha ribadito la linea di Berlino. «Non nego sarà difficile, ma se non ci poniamo prima l’obiettivo di risolvere le problematiche principali, non potremo mai risolvere tutto il resto della questione» ha detto Seehofer, per il quale è necessario «innanzitutto creare i centri per migranti all’esterno e arginare i flussi, e poi occuparsi dei movimenti interni». L’idea di questi centri, definiti “zone di transito”, vicino ai confini, è il nodo centrale della recente intesa Cdu-Csu, approvata anche dai socialdemocratici. In queste strutture verrebbero portati i profughi che sono già registrati in altri paesi Ue: non tutti, però, ma solo quelli che sono stati registrati in paesi con i quali la Germania ha stretto accordi speciali. Seehofer intenderebbe trattenere i profughi nelle “zone di transito” per sottoporli a controlli e procedure di richiesta di asilo accelerate. Quei profughi, invece, giunti da paesi con quali non c’è un accordo speciale verrebbero rispediti indietro immediatamente.

Intanto, una nuova bufera è esplosa proprio su Seehofer, in seguito al suicidio di un richiedente asilo afghano, la cui richiesta aveva avuto un esito negativo. Il ragazzo, 23 anni, si è impiccato una volta tornato a casa, a Kabul. Molti media e politici tedeschi hanno criticato Seehofer per alcune dichiarazioni rilasciate sui respingimenti di afghani proprio nel giorno della morte del giovane. Seehofer, pur dicendosi «dispiaciuto» dell’accaduto ha escluso di dare le dimissioni.

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19 luglio 2018

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