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Accordo europeo
sulla gestione delle frontiere

· Via libera al progetto di un sistema centralizzato per far fronte ai crescenti flussi di migranti e rifugiati ·

I ministri degli Interni e della Giustizia dell’Unione europea hanno approvato ieri, al termine di una riunione a Lussemburgo, il progetto di una Guardia costiera e di frontiera europea per una migliore gestione dell’emergenza immigrazione.

Il via libera apre ora le porte ai negoziati con il Parlamento europeo, dove il voto finale è atteso entro giugno così da permettere al dossier di finire sul tavolo dei capi di Stato e di Governo, che si riuniranno il 28 giugno. Si tratta di una proposta molto importante — dicono gli analisti — perché garantirebbe un maggior coordinamento tra i Paesi e le forze dell’ordine nella gestione dei flussi e nell’accoglienza dei migranti. L’obiettivo è di avere il sistema di Guardia costiera e di frontiera pienamente operativo già a settembre. Nei prossimi mesi si metteranno a punto gli aspetti tecnici dell’accordo. «Punto centrale del nuovo sistema di gestione delle frontiere esterne è l’istituzione di un ufficio europeo per i rimpatri» ha spiegato il ministro dell’Interno italiano, Angelino Alfano. L’ufficio per i rimpatri verrà creato direttamente all’interno della struttura della Guardia costiera e di frontiera, e ogni Paese avrà «punti di contatto nazionali» per lavorare in coordinamento con l’ufficio centrale. La Guardia costiera e di frontiera assimilerà le diverse autorità degli Stati membri responsabili della gestione dei confini. Potrà inoltre contare su almeno 1.500 esperti, il cui intervento potrà essere dispiegato entro tre giorni dalla segnalazione dell’emergenza. Sul piano politico, prosegue il confronto sull’accordo tra Ue e Turchia e sulla riforma del diritto di asilo, chiesto da diverse parti.

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