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Accordo difficile sulla Grecia

· Pessimismo in vista del vertice dell’Eurogruppo ·

«L’irrevocabilità dell’euro è parte della cornice istituzionale dell’Unione europea fin dal trattato di Maastricht, e l’uscita di un Paese membro dall’eurozona non è prevista nei trattati».

La sede centrale della Banca centrale greca ad Atene (Reuters)

Non lascia adito a dubbi il messaggio lanciato ieri da Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, nel commentare la situazione attuale dell’economia greca. I colloqui tra Atene e Bruxelles vanno avanti e ancora si attende un piano di riforme preciso, come stabilito negli accordi per lo stanziamento degli aiuti. Malgrado le difficoltà, dunque, al momento l’ipotesi di un’uscita della Grecia dalla moneta unica resta molto lontana e si cercano soluzioni alternative. E domani, giovedì, il premier greco, Alexis Tsipras, avrà un bilaterale con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, a margine del vertice Ue straordinario di giovedì a Bruxelles. Le difficoltà sono confermate anche dalla Commissione Ue. «Siamo significativamente lontani da un segnale che ci dica che un risultato è in vista» hanno detto fonti europee citate dalle agenzie in vista dell’Eurogruppo di venerdì prossimo a Riga nel quale è attesa una significativa accelerazione del dialogo. «È molto difficile — aggiungono le medesime fonti citate dalle agenzie — che la scadenza del 30 aprile possa essere raggiunta».

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