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​Accordo al ribasso sui migranti

· Trentaduemila persone saranno ricollocate nei Paesi dell’Ue ·

I Governi di Madrid e Budapest criticano il provvedimento

Migranti afghani su un treno diretto in Ungheria (Afp)

Accordo raggiunto sull’immigrazione, ma ben al di sotto dell’obiettivo. Saranno infatti 32.000 i migranti che saranno ricollocati nei ventotto Paesi Ue e non 40.000 come inizialmente proposto dalla Commissione. Tra sei mesi si farà il punto della situazione. Pur dicendosi «delusa» dal risultato del vertice dei ministri degli Esteri, Bruxelles ha fatto sapere che il gap degli 8000 sarà colmato entro la fine dell’anno. I primi ricollocamenti da Italia e Grecia «potranno cominciare da ottobre e questo è il risultato più importante» ha detto il ministro degli Esteri lussemburghese, Jean Asselborn. Il Lussemburgo detiene infatti la presidenza di turno dell’Ue e ha condotto i negoziati. Il commissario Ue all’immigrazione, Dimitri Avramopoulos, si è detto «deluso dai numeri» anche se quanto raggiunto oggi è «già un risultato inatteso rispetto a sei mesi fa». Il commissario ha poi assicurato che «entro fine anno i numeri saranno sistemati» arrivando addirittura alla cifra di 60.000 tra ricollocamenti e reinsediamenti. Spagna e Ungheria sono i Paesi che più degli altri hanno criticato il piano di redistribuzione dei richiedenti asilo arrivati da aprile in Italia e in Grecia. La Spagna è l’unico Paese arrivato alla riunione senza aver prima comunicato all’Unione europea il numero di migranti che sarebbe stato disposto ad accogliere, anche se il ministro dell’Interno, Jorge Fernández Díaz, ha detto che il Paese sarà «responsabile e solidale» e che presenterà una cifra per non bloccare il processo, sottolineando però il fatto di essere in disaccordo con il sistema. Budapest ha invece detto che il suo contributo al piano dell’Unione europea sarà «zero».

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19 luglio 2019

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