Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Accompagnato dalla gratitudine

· ​Il viaggio del Papa nei commenti della stampa internazionale ·

Francesco ha conquistato il cuore della nazione, scrive il «Washington Post» di lunedì 28 settembre, rilevando che coloro che si aspettavano un «Papa politico» sono rimasti assai delusi. Il Pontefice, si sottolinea nell’articolo di Marc Fisher, è venuto in terra statunitense unicamente da pastore, e in quanto tale vi ha camminato e predicato. E il suo messaggio — a fronte di interpretazioni forzate o fuorvianti — è stato diretto, nel segno inconfondibile della misericordia, anzitutto verso i poveri e i deboli.

Fisher nota quindi la capacità di Papa Francesco di muoversi in perfetto equilibrio tra due fondamentali poli: da un lato il Pontefice porge una nozione di cattolicesimo aperto all’attualità e in ascolto delle sue diverse istanze; dall’altro si fa difensore della Chiesa e della sua millenaria tradizione, che certo non si presta a essere modificata o addirittura violata dalle mode passeggere. 

Sull’invito del Papa ai vescovi affinché cessino di combattere vecchie battaglie e accettino i cambiamenti in una società in continua evoluzione pone l’accento il «Financial Times», sempre di lunedì 28. Un’esortazione, evidenzia il quotidiano, diretta a far comprendere sempre meglio ai presuli che la priorità consiste nel continuare a svolgere la loro missione pastorale senza farsi soverchiare da timori legati alle grandi trasformazioni sociali in atto. E ciò nella chiara consapevolezza che i cristiani non sono immuni dai mutamenti dell’epoca attuale. Nello stesso tempo il «Financial Times» sottolinea come, nel corso della visita in terra statunitense, Francesco abbia più volte posto un forte accento sulla famiglia: un’attenzione che acquista un particolare valore nell’imminenza del sinodo dedicato proprio alla famiglia.
Nel fare un bilancio della visita del Pontefice, «Usa Today» di lunedì 28 mette in risalto il fatto che Francesco «con poche parole sa toccare molti cuori», abbracciando con il suo stile semplice e diretto le questioni più delicate e urgenti che interpellano la coscienza internazionale. Nell’articolo di Aamer Madhani si rileva quindi che le attese che hanno preceduto il viaggio in terra statunitense sono state ripagate in pieno. Il Papa ha avuto una parola per tutti, e tutti i temi in agenda sono stati trattati con la dovuta incisività.
Quali saranno dunque gli effetti del pellegrinaggio del Pontefice? Secondo «Usa Today» la capacità di Papa Francesco di proporsi come esempio e testimone di dialogo avrà effetti positivi in un contesto, come quello statunitense, che anzitutto dal punto di vista politico è attraversato, in misura crescente negli ultimi tempi, da tensioni e divisioni.
Nel valutare l’impatto che la visita del Papa avrà sugli Stati Uniti, «The Guardian» del 28 settembre cita, tra l’altro, l’opinione di Fidel Huerta, un messicano residente a Houston. Nel dirsi certo che tale visita sortirà effetti molto positivi a lungo termine, afferma che «domani mattina il Paese avrà il solito risveglio, ma fra qualche mattina il risveglio sarà differente: dolce, molto più dolce».
Sébastien Maillard, sul quotidiano «la Croix», fa commentare il viaggio al gesuita americano James Martin, caporedattore della rivista «America»: «Ci ha fatto rendere conto che non siamo il centro del mondo».
Sullo spagnolo «La Razòn» il nostro direttore si sofferma sulla metafora del centro commerciale usata da Francesco per stigmatizzare la mentalità consumistica della nostra epoca, che spesso rischia di condizionare anche la sfera affettiva dei singoli e persino il modo con cui viene concepita la famiglia.
«Libération» ed «El País» dedicano quindi ampio spazio all’incontro di Papa Francesco con le vittime degli abusi a Philadelphia, linea seguita anche dal quotidiano «Le Figaro», che cita la dura condanna del Pontefice: «I giovani dovrebbero essere protetti; i responsabili dovranno rendere conto di quello che hanno fatto».
Papa Francesco torna a Roma accompagnato dalla gratitudine di milioni di persone, si legge nel sito cileno «Reflexión y Liberación», mentre Sergio Rubín su «Clarín», nell’accorato commento «Emociones bien argentinas», parla a lungo dell’«argentinità» di Papa Bergoglio, esprimendo non solo fierezza e patriottismo, ma anche la dolorosa consapevolezza delle potenzialità inespresse del suo popolo e delle occasioni che rischiano di essere perse o non adeguatamente sfruttate.
L’esempio di Papa Francesco — ma anche di grandi artisti come Marta Argerich e Astor Piazzolla, continua Rubín nel suo editoriale — è un’occasione di gioia ma anche un monito a sfruttare di più e meglio un grande potenziale umano e intellettuale. Guardare Papa Bergoglio è confortante, conclude il giornalista, perché possiamo pensare: «C’è qualcuno che, con l’aiuto della grazia, finalmente è riuscito a superare debolezze, odi e invidie, meccanismi purtroppo molto efficienti nel paralizzare ogni costruzione di bene».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE