Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Senza distinzione di fede

· Aperte a musulmani e cristiani le porte di scuole e asili dell’arcidiocesi di Mossul dei caldei ·

La Chiesa cattolica in Iraq ha accolto tutti coloro, sia musulmani sia cristiani, che sono fuggiti a causa dell’avanzata dell’esercito dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante. 

Nonostante la situazione nel Paese rimanga estremamente grave e le persecuzioni continuino senza sosta, le parrocchie non cessano di svolgere un ruolo determinante nel Paese. «È la nostra fede che ci insegna a prenderci cura di ognuno, senza alcuna distinzione di religione», sottolinea monsignor Amel Shamon Nona, arcivescovo di Mossul dei Caldei.

I rifugiati — riferisce Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) — sono stati alloggiati nelle scuole e negli asili appartenenti alla Chiesa e in alcune case abbandonate. A Tall Kayf sono giunte settecento famiglie, mentre ad Alqosh, villaggio cristiano a venti chilometri da Mossul sono state accolte cinquecento famiglie cristiane e centocinquanta musulmane. Aiuto alla Chiesa che Soffre ha sostenuto l’opera dell’arcidiocesi di monsignor Nona in favore dei rifugiati con un contributo straordinario di centomila euro. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE