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Accolti con le braccia aperte

· In Austria e Svezia migliaia di richiedenti asilo dalla Siria ·

Nonostante le politiche restrittive di alcuni Paesi europei, migliaia di richiedenti asilo provenienti dalla Siria hanno trovato rifugio in Svezia e in Austria. Nel biennio 2012-2013, il Governo di Stoccolma ha aperto le porte a 17.400 siriani, nell’agosto scorso sono state milleduecento le richieste di protezione e quasi mille quelle registrate nei primi 10 giorni di settembre. «L’impennata — ha spiegato all’agenzia Sir, George Joseph, responsabile per l’immigrazione e i rifugiati della Caritas di Stoccolma —  è legata alla decisione, annunciata dall’Ufficio svedese per l’immigrazione, di concedere il permesso di soggiorno permanente ai siriani qui rifugiati. Ciò permette l’acquisizione di pieni diritti, quali ad esempio quello al ricongiungimento familiare, non concesso con i permessi temporanei, ma che è un fattore chiave nel processo d’integrazione».

Germania e Svezia sono le due nazioni europee che stanno accogliendo più persone, ma il Paese scandinavo è l’unico a farlo in maniera incondizionata e senza scadenza. Non mancano del resto i problemi: ad esempio, per oltrepassare  il confine i rifugiati sono costretti a foraggiare traffici illeciti.

«Alcuni — spiega Joseph — sono transitati da altri Stati europei, ma la maggioranza arriva  attraverso l’aiuto dei trafficanti e contrabbandieri. Non ci sono altre possibilità legali per entrare in Europa oggi! Nessun Paese prevede la possibilità di entrare legalmente per chiedere asilo in un Paese europeo e questa è una grave contraddizione esistente nella legge europea sull’asilo, che per altro ha aspetti formidabili. Nessuna nazione prevede più la possibilità di fare richiesta di asilo nelle ambasciate o nei consolati dei Paesi dell’Ue sparsi nel mondo. Quando sono alla frontiera non sono accolte dalla polizia, ma dalle autorità del servizio per l’immigrazione. Qui, insieme a una prima sistemazione provvisoria, ricevono le informazioni fondamentali e hanno la possibilità di esprimere i propri bisogni. Non appena ricevono il permesso, sono accompagnati e distribuiti nelle diverse città del Paese».

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