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Accogliere e proteggere i migranti
è una responsabilità morale

· Dal Pontefice un appello anche all’equa distribuzione delle risorse idriche nel mondo ·

Nessuna «efficace soluzione umanitaria» alla crisi migratoria «può ignorare la nostra responsabilità morale, con la dovuta attenzione al bene comune, per accogliere, proteggere, promuovere e integrare coloro che bussano alle nostre porte in cerca di un futuro sicuro». Lo ha detto il Papa ai dieci nuovi ambasciatori — rappresentanti di Grenada, Gambia, Bahamas, Svizzera, Cabo Verde, Islanda, Turkmenistan, Malta, Qatar ed Estonia — che giovedì 13 dicembre, nella Sala Clementina, hanno presentato le lettere con cui vengono accreditati presso la Santa Sede.

Rusell Bignold «In cerca di pace»

Nel suo discorso il Pontefice ha ricordato, in particolare, il settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, sottolineando «l’inutilità dei conflitti armati» e «la necessità di risolvere le controversie attraverso paziente dialogo e trattativa». Per Francesco, la «pace nel mondo» e lo «sviluppo integrale di ogni individuo e di tutti i popoli» sono due obiettivi «inseparabili». È essenziale, infatti, che «il rispetto per la dignità umana e per i diritti umani ispiri e diriga ogni sforzo nell’affrontare le gravi situazioni di guerra e conflitti armati, di opprimente povertà, discriminazione e disuguaglianza che affliggono il nostro mondo e che negli ultimi anni hanno contribuito alla presente crisi delle migrazioni di massa».

L’invito a costruire «una società che ponga al centro la persona umana e i suoi diritti fondamentali, senza lasciarsi trascinare da interessi discutibili che arricchiscono solo pochi», è stato al centro anche del messaggio che il Pontefice ha indirizzato ai partecipanti alla giornata di studi su «Acqua, agricoltura, alimentazione: costruiamo il domani», che si svolge a Madrid. Nel testo papale si deplora in particolare il fatto che, «sebbene la terra abbia risorse per tutti», una «moltitudine ingente» soffra la fame e la povertà. «Per sradicare queste piaghe — scrive Francesco — basterebbe eliminare ingiustizie ed iniquità e mettere al loro posto politiche previdenti e di ampio respiro», in modo che «nessuno sia privo di quei mezzi che sono necessari per esistere». E tra questi il Papa indica l’acqua, chiedendo che «venga distribuita meglio e gestita in modo sostenibile e razionale».

Il discorso del Papa

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17 settembre 2019

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