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Accoglienza e verità

Una madre accogliente di popoli che si è fatta discepola della verità. Ecco Roma secondo il suo vescovo Benedetto, che ha ripreso le parole di due antichi autori cristiani: il poeta Prudenzio, laico ispano che ne cantò i martiri, e Leone Magno, teologo e predicatore proprio come il suo attuale successore. Una città da sempre accogliente, dunque, che con il cristianesimo ha accolto la verità, e che — dalla loggia del Campidoglio — si è sentita incoraggiare dal Papa con le umanissime parole di un altro poeta, il pagano Ovidio: resisti, hai superato situazioni molto più difficili.

A Roma da tantissimi anni, Benedetto XVI si è dichiarato per questo «un po' romano», e più romano ancora ha detto di sentirsi come suo vescovo: vescovo della comunità cattolica di una città dal volto multietnico e multireligioso, com'era già ai tempi in cui vi giunsero i primi cristiani. Una città bella, anche e soprattutto per la generosità e la santità di tanti, donne e uomini, che nella storia hanno mostrato con i fatti l'apertura e l'accoglienza caratteristiche di chi ha incontrato Cristo e ha saputo anteporre al proprio interesse il bene di tutti.

Non sono parole vuote quelle del Papa: il vescovo di Roma sa infatti che i suoi fedeli sono spesso in prima linea contro la povertà e l'intolleranza, e in questo sforzo li sostiene, così come guarda ai giovani e per loro ogni giorno prega da «anziano Pontefice». Nelle difficoltà presenti è importante che Benedetto XVI abbia parlato di accoglienza e di verità: di quella verità che non vuole imporsi ma, accogliendo tutti e a tutti aprendosi, chiede di essere accolta.

Solo così si porrà rimedio a una povertà spirituale che nasce se si elimina Dio dall'orizzonte umano. Con l'intento di assicurare agli esseri umani la felicità, ma in realtà rendendoli meno capaci di sostenere le difficoltà e le sfide di ogni giorno. Queste anche a Roma sono urgenti — povertà e intolleranza, ma anche il compito di educare le nuove generazioni — e richiedono l'impegno di tutti, non solo dei cattolici: grazie alle radici comuni, che sono insieme civili e cristiane, nel rispetto della dignità di ogni essere umano.

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20 ottobre 2019

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