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​Accesso alle cure per tutti

· ​Il Papa chiede più attenzione per le malattie rare ·

Sensibilizzazione, ricerca e soprattutto accesso alle cure: è il triplice itinerario indicato venerdì mattina, 29 aprile, da Papa Francesco per affrontare il delicato e doloroso problema delle cosiddette malattie rare, «che riguarda milioni e milioni di persone in tutto il mondo». Occasione è stata l’udienza nell’Aula Paolo VI ai partecipanti a un convegno internazionale su queste patologie e sulla medicina rigenerativa, il terzo promosso dal Pontificio consiglio della cultura a partire dal 2011 con Benedetto XVI.

Dopo aver denunciato come ai pazienti affetti da tali malattie «molte volte non si presta sufficiente attenzione, perché non si intravede un consistente ritorno economico dagli investimenti», Francesco ha confidato di incontrare continuamente persone colpite dalla sofferenza. Da qui il triplice impegno indicato dal Papa. «Il primo — ha spiegato — è la “sensibilizzazione”». Infatti appare «di fondamentale importanza promuovere nella società la crescita del livello di empatia, affinché nessuno rimanga indifferente alle invocazioni di aiuto».

In proposito Francesco si è detto consapevole «che talvolta non è possibile trovare soluzioni rapide a patologie complesse», ma — ha fatto notare con forza — «sempre si può rispondere con sollecitudine a queste persone, che si sentono abbandonate e trascurate». Anche perché, ha aggiunto, «la sensibilità umana dovrebbe essere universale, indipendente dal credo religioso, dal ceto sociale o dal contesto culturale».

Il secondo aspetto richiamato è stato poi quello della ricerca. «Oggi più che mai — ha sottolineato il Papa — sentiamo questa urgenza educativa». In particolare «nell’ambito delle scienze della vita e delle scienze mediche» sono necessari percorsi interdisciplinari che riservino «spazio alla preparazione umana con un fondamentale riferimento all’etica» e «una costante attenzione alle questioni morali».

Infine, riguardo all’accesso alle cure, Francesco ha esortato a contrapporre «alla globalizzazione dell’indifferenza, la globalizzazione dell’empatia». Come? Rendendo «noto il problema delle malattie rare su scala mondiale», investendo «nella formazione più adeguata», incrementando «le risorse per la ricerca», promuovendo «l’adeguamento legislativo e il cambio del paradigma economico, affinché sia privilegiata la persona umana». Solo così, ha concluso, grazie anche «all’impegno coordinato, diventa possibile trovare le soluzioni alle sofferenze che affliggono i nostri fratelli ammalati, e assicurare loro l’accesso alle cure».

Il discorso del Papa 

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15 novembre 2019

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