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Per accendere la luce della fraternità

· Intervista al cardinale Jean-Louis Tauran in occasione della festa buddista del Vesakh ·

Insieme per promuovere la fraternità: è questo lo spirito che anima il messaggio inviato anche quest’anno ai buddisti dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interrreligioso per la festa del Vesakh. Ne parla in un’intervista al nostro giornale il cardinale presidente del dicastero, Jean-Louis Tauran.

Qual è il significato del Vesakh?

È la più santa tra le feste buddiste. Commemora la nascita di Gautama Buddha a Lumbini, nell’attuale Nepal (intorno al 563 prima dell’era cristiana), la sua illuminazione a Bodh Gaya nello Stato di Bihar (intorno al 528 a.C.) e la sua morte, o Parinirvana, a Kushinagarm nel 483 a.C., entrambe in India.

Il tema del messaggio per la festa del Vesakh 2014 è “Buddisti e cristiani: promuoviamo insieme la crescita della fraternità”. C’è qualche motivo particolare per cui è stato scelto questo tema?

Il messaggio di Papa Francesco per la giornata mondiale della pace 2014, intitolato “Fraternità, fondamento e via per la pace”, dice che “la fraternità è una dimensione essenziale dell’uomo, il quale è un essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalità ci porta a vedere e trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello; senza di essa diventa impossibile la costruzione di una società giusta, di una pace solida e duratura” (n. 1). L’insegnamento etico buddista e quello cristiano sulla fraternità sono basati sulla gentilezza amorevole e sulla compassione. Il buddismo insegna che le parole amichevoli, il pensiero amichevole, la condivisione dei guadagni, l’armonia morale e l’armonia delle opinioni porta le persone a pensare l’una all’altra con amorevole gentilezza, che a sua volta genera legami autentici di fraternità. I cristiani credono che la persona umana sia stata creata per la reciprocità, per la comunione e per il dono di sé. Entrambe le tradizioni religiose insegnano che gli atti umani di egoismo, alla radice di tanto odio nel mondo, ci impediscono di vedere l’altro come fratello e sorella. Il dialogo tra buddisti e cristiani oggi è più che mai necessario date le nuove minacce alla fraternità. La logica del dominio, l’egoismo, il tribalismo, la rivalità etnica, la violenza, il fondamentalismo religioso e così via, sminuiscono la santità della fraternità e avvelenano la pace nella famiglia umana. I seguaci di entrambe le religioni hanno pertanto il dovere speciale di affrontare le minacce alla fraternità e cercare insieme soluzioni comuni per costruire una cultura di fraternità che possa rendere il mondo moderno più giusto, più umano, più rispettoso e più pacifico.

Quale azione comune propone il messaggio per il Vesakh 2014 per promuovere la fraternità?

Invita i buddisti e i cristiani a unire le forze per compiere una triplice missione: essere franchi, denunciando tutti i mali sociali che ledono la fraternità; essere guaritori, trasformando le persone ferite ed egocentriche in persone altruiste; essere riconciliatori, abbattendo i muri di divisione tra “noi” e “loro” e promuovendo la fratellanza autentica tra le persone.

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19 novembre 2019

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