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Solidarietà alle vittime
del crollo della diga in Laos

· La Chiesa in Corea del Sud esprime vicinanza e invia contributi economici per l’emergenza ·

Seoul, 31. La Chiesa della Corea del sud esprime vicinanza alle popolazioni del Loas travolte — il 24 luglio scorso — dall’improvviso crollo di una diga in costruzione, nel distetto di Sanamxay, nella provincia meridionale di Attapeu, al confine con la Cambogia. 

Parole di conforto e promesse di preghiera sono giunte ai fratelli laotiani dal cardinale Andrew Soo-jung Yeom, arcivescovo di Seoul. In un messaggio di condoglianze per le vittime del tragico disastro — di cui riferisce l’agenzia Fides — il porporato esprime «profondo dolore per la perdita di vite umane e le ferite causate dal crollo della diga», assicurando la preghiera per il «riposo dei defunti e la consolazione di Dio per tutti i laotiani che soffrono per la perdita della loro amata famiglia e degli amici».
«Soprattutto, spero dal profondo del cuore — scrive l’arcivescovo di Seoul — che le persone scomparse possano tornare salve alle loro famiglie il prima possibile e che le vittime possano ricevere l’aiuto e il sostegno necessari al più presto».
Insieme alla solidarietà del cardinale Yeom, è arrivata l’offerta di 50.000 dollari — raccolti dal movimento One Body One Spirit dell'arcidiocesi di Seoul — inviati all’arcivescovo Paul In-Nam Tschang, delegato apostolico nel Laos, per costituire un fondo di emergenza.

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