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Accanto all'uomo d'oggi per liberarlo dalle nuove schiavitù

· Il cardinale Bertone durante la messa per i Mercedari ·

L'uomo contemporaneo, asservito alle ideologie dominanti, ostaggio del secolarismo e del relativismo, ha bisogno di qualcuno che lo liberi delle schiavitù, vecchie o nuove che siano. Questa è la sfida per la nuova evangelizzazione. Quando il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, parlava dei rischi che corre l'uomo incline a puntare tutto su di sé, comportandosi come se Dio non esistesse, aveva davanti i capitolari dei Mercedari, l'ordine fondato da san Pietro Nolasco nell'agosto del 1218 proprio perché fosse uno strumento per la liberazione degli schiavi.

L'Ordine della Beata Vergine Maria della Mercede svolge in questi giorni il capitolo generale. Il Maestro Generale, padre Giovannino Tolu, ha invitato il segretario di Stato a celebrare la messa domenicale, il 16 maggio, per l'assemblea capitolare. Ripercorsa la storia del carisma dell'ordine, il cardinale Bertone si è soffermato su quella che ha definito «la radice della sfiducia nella vita» che caratterizza il sentimento dell'«uomo della strada»: la «crisi di fiducia in Dio e l'incapacità di riconoscere il suo amore».

Di qui nasce, ha aggiunto, la difficoltà della nuova evangelizzazione del mondo contemporaneo. C'è bisogno, ha detto il porporato, di «qualcuno che faccia intravedere la possibilità di un'esistenza liberata, illuminata dalla verità di Gesù, da cui non è ragionevole allontanarsi». Evangelizzare oggi significa, pertanto, liberare gli «schiavi dei nostri giorni» educandoli, meglio accompagnandoli verso la riscoperta di Dio, dunque «alla comprensione del senso della propria esistenza». Un compito certamente arduo che richiede soprattutto un'opera previa: la testimonianza di quanto sia avvincente una vita «che si sottometta radicalmente a Dio e ai suoi progetti». È a questa testimonianza che il cardinale ha richiamato i mercedari in particolare. «Voi — ha detto in proposito — avete la missione di far sperimentare, a quanti sono oppressi da schiavitù materiali, morali e spirituali quella carità per la quale c'è qualcuno disposto a sacrificare la propria vita, quell'ardore che spinge ad accettare di farsi prigioniero al posto di chi è schiavo perché egli possa continuare a vivere e a crescere affidandosi al Salvatore». «Le incertezze, le difficoltà, le sfide — è l'esortazione conclusiva rivolta dal cardinale ai mercedari — non rendano vacillanti i vostri propositi» e «sappiate mettere da parte le mode del momento, per realizzare il progetto che Dio vuole affidarvi».

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20 settembre 2019

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