Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Accanto alle famiglie e ai sacerdoti

· Il cardinale Bertone ha ordinato vescovo monsignor Di Cerbo ·

Una particolare attenzione ai sacerdoti e alle famiglie «i cui problemi sono resi più acuti dalla crisi economica». È la raccomandazione che il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, ha rivolto a monsignor Valentino Di Cerbo, vescovo di Alife-Caiazzo, nell'omelia pronunciata sabato 1° maggio durante la celebrazione per il conferimento dell'ordinazione episcopale.

Il rito ha avuto luogo nella basilica di San Pietro. Con il cardinale segretario di Stato hanno concelebrato tra gli altri l'arcivescovo Luigi Moretti, vicegerente della diocesi di Roma, e monsignor Michele De Rosa, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.

Commentando il Vangelo della quinta domenica di Pasqua, il cardinale si è soffermato sulla istituzione, da parte di Gesù dell'Eucaristia e del Sacerdozio e sulla consegna agli apostoli del «comandamento dell'amore». Questo per riaffermare che «l'elezione e la missione degli Apostoli è inseparabile dal Sacramentum caritatis ».

Ripercorrendo poi il racconto dell'investitura degli apostoli — che sono «itineranti, perciò è necessario stabilire delle guide locali per le comunità» — il cardinale si è soffermato sulla istituzione dei due diversi gradi dell'episcopato e del presbiterato, oltre a quello del diaconato.

«Caro monsignor Valentino — ha aggiunto rivolgendosi all'ordinando —, anche tu hai ricevuto per due volte l'imposizione delle mani, mediante la quale sei diventato diacono e presbitero, e tra poco riceverai la terza, per la pienezza del tuo sacerdozio e per la maggiore responsabilità del tuo servizio ecclesiale. Vorrei però che non passasse inosservata quella espressione del testo degli Atti , brevissima ma fondamentale, là dove si dice che Paolo e Barnaba designarono alcuni anziani e, “dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto “ ( At 14, 23). Anche noi tra poco affideremo al Signore monsignor Di Cerbo: noi tre Vescovi consacranti, e in senso lato tutta questa assemblea liturgica. Quello che stiamo compiendo è infatti prima di tutto un atto di preghiera, nel quale vero protagonista è il Signore». Dopo aver ringraziato il nuovo vescovo per il lavoro sin ora svolto in diversi uffici, per ultimo in Segreteria di Stato, gli ha ricordato la missione affidatagli dal Papa di servire la Chiesa che è in Alife-Caiazzo. «Il Signore — ha detto al nuovo pastore — ti invia a lavorare in questa vigna, che tanti prima di te hanno coltivato, e che tu ben conosci perché è vicinissima alla tua terra natale e alla tua diocesi di origine, a cui sei sempre rimasto legato, anche esercitando il ministero di rettore della chiesa della Madonna di Campanile in Frasso Telesino. Ti attende una comunità a misura d'uomo, di circa 70.000 abitanti; 44 sono le parrocchie e una cinquantina i sacerdoti. Queste dimensioni favoriscono l'incontro e la conoscenza personale, anzitutto con il presbiterio e quindi con le parrocchie e le diverse realtà ecclesiali.

«Sabato prossimo, caro Monsignor Valentino, tu sarai in mezzo a loro. Che cosa porterai? Porterai la Buona Notizia di Dio, del suo amore fedele». «Ecco: questo devi prima di tutto portare alla Chiesa che ti attende come Pastore. E lo farai dimostrandoti per quello che sei, come tutti ti conosciamo, e al tempo stesso rinnovato dalla grazia di questa Ordinazione: ti prenderai cura delle persone a te affidate, le guiderai con amore e fermezza, pronto a sacrificarti per il loro bene. Le nutrirai con la Parola di Dio e il Pane della vita eterna. Indicherai loro l'orizzonte della Gerusalemme celeste, di cui ci ha parlato oggi la lettura dell'Apocalisse (21, 2). Cercherai di rendere la Chiesa di Alife-Caiazzo sempre più bella, una vera casa di comunione, che faccia pregustare la “dimora di Dio con gli uomini” ( Ap 21, 3), dove tutti possano sperimentare, specialmente nelle prove della vita, il conforto della fede e della carità fraterna. Come Gesù, sarai attento alle persone nelle loro concrete condizioni di vita, a partire dai sacerdoti. Aiutato dalla tua ricca esperienza, avrai a cuore la realtà delle famiglie, dei giovani, dell'educazione. San Giuseppe, che in questo primo giorno di maggio ricordiamo e veneriamo quale Patrono dei lavoratori, ti aiuti ad evangelizzare il lavoro umano e a seguire i problemi, resi acuti dalla crisi economica, di questo importante ambito della vita sociale. Ma oggi è anche l'inizio del mese mariano, ed è bello, caro Monsignor Valentino, dopo averti affidato al patrocinio di san Giuseppe, invocare su di te e sul tuo ministero episcopale la materna protezione della Vergine Maria. Da seminarista hai imparato ad invocarla quale Madre della Fiducia, e, alla scuola del concilio Vaticano II, a riconoscere in Lei la Madre e il modello della Chiesa». «Nei tuoi occhi e nel tuo cuore — ha concluso — ella è impressa con l'antica immagine della Madonna di Campanile. Ogni giorno, mostrandoti il Figlio Gesù che tiene sulle ginocchia, la Vergine faccia risplendere su di te la luce del volto di Dio, così che tu possa sempre rifletterla su quanti incontrerai nel tuo servizio pastorale».

Alla cerimonia hanno assistito circa cinquemila fedeli. Erano presenti i cardinali Jean-Louis Tauran e Renato Farina, oltre a numerosi arcivescovi e vescovi della Curia romana. Molte anche le personalità civili che hanno assistito al rito, tra le quali il sindaco di Roma Gianni Alemanno e politici di origine campana. Al termine del rito il neo vescovo ha rivolto il suo saluto e il suo ringraziamento ai partecipanti.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

14 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE