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Accanto al Papa
anche nell’arte

· Il calendario 2019 delle Guardie svizzere ·

A volte sono in primo piano, altre appaiono defilati dietro una colonna o un elemento architettonico. Ma la loro presenza si riconosce subito per l’inconfondibile abito a righe gialle, rosse e blu, per le barbe o i baffi che seguono la moda del tempo e per l’immancabile alabarda. Sono le guardie svizzere pontificie che compaiono in vari affreschi dell’Urbe e non solo. Le loro immagini abbelliscono il calendario del Corpo per l’anno 2019.

Francesco Podesti, «Incoronazione dell’immagine  della Vergine» (particolare)

Si nota subito un elemento figurativo ricorrente: dove c’è una guardia, nelle vicinanze c’è il Pontefice. Da sempre questa associazione è stata ben viva nella mente degli artisti che hanno voluto rendere evidente il rapporto tra il Papa e gli stretti difensori della sua incolumità.

Li troviamo nei celebri dipinti conservati nei Musei vaticani, come nella Stanza dell’incendio di Borgo. Ma anche nel Salone sistino, nella sala dell’Immacolata con l’incoronazione della Vergine. E ancora nella galleria Clementina, dove è raffigurato il rientro a Roma di Pio VII da porta del Popolo il 24 maggio 1814 e, in un’altra immagine, lo stesso Papa che parte per Genova il 23 marzo 1815.

Non poteva mancare una raffigurazione dei militi nella Biblioteca apostolica vaticana, nel celebre Salone sistino. La presenza delle guardie svizzere è testimoniata anche nella loro cappella all’interno della chiesa di Santa Maria della Pietà in Campo Santo Teutonico, dove Polidoro Caldara raffigurò la Crocifissione. Ai piedi della croce si nota bene in evidenza il comandante Kaspar Röist. Anche nelle Grotte vaticane, nella cappella di Santa Veronica, Carlo Pellegrini immortalò la scena dell’architetto Gian Lorenzo Bernini che presenta a Urbano VIII il progetto per la sistemazione delle cappelle dei piloni.

Nel più famoso palazzo residenziale romano dei Papi fino al 1870, il Quirinale, troviamo varie presenze raffigurative delle guardie svizzere, come nelle decorazioni della sala delle Logge di Annibale Angelini. Con elmo e alabarda un milite scruta dall’alto quanto succede nella sala. Anche nel palazzo Spada, Angelo Michele Colonna e Agostino Mittelli hanno collocato nelle decorazioni della sala di Carlo Magno una guardia affacciata a un balcone. Basta allontanarsi da Roma per trovare tracce della loro presenza in altri affreschi, come nel palazzo Farnese di Caprarola, dove, nell’anticamera degli Angeli, Giovanni de’ Vecchi e Raffaellino da Reggio hanno immortalato la scena dell’arcangelo Michele che appare su Castel Sant’Angelo per annunciare la fine della pestilenza. Allontanandosi ancor di più da Roma, troviamo gli svizzeri nella sala degli affreschi dell’almo collegio Borromeo di Pavia, dove Federico Zuccari nel 1604 ritrasse gli svizzeri che montano la guardia alla cerimonia dell’imposizione del cappello cardinalizio a Carlo Borromeo da parte di Pio IV. Ricordiamo anche le raffigurazioni delle guardie nella sala di Leone X a palazzo Vecchio e nella basilica di Santa Maria Novella a Firenze; nel soffitto del santuario della Beata Maria Vergine di Pompei; e nella chiesa di San Gaetano da Thiene a Siena. Senza dimenticare che si trovano anche nella sala del consiglio dei Dieci nel palazzo ducale di Venezia.

Non sempre poi gli anacronismi sono errori, perché nelle intenzioni degli artisti diventano uno strumento per esprimere il connubio tra presenza delle guardie svizzere e vicinanza del Papa. Nella sala regia del Palazzo apostolico, nell’affresco di Giorgio Vasari che ricorda il ritorno di Gregorio XI e della corte pontificia da Avignone a Roma, vediamo delle guardie. Impossibile che vi fossero all’epoca, ma nella mente dell’artista questo dettaglio rappresenta la loro vicinanza ideale al Papa. Un altro anacronismo, opera di Raffaello Sanzio, si trova nell’affresco della messa di Bolsena, conservato nella stanza di Eliodoro dei Musei vaticani. Si notano dei personaggi elegantemente vestiti. Alcuni ritengono siano dei sediari, altri affermano che siano degli svizzeri.

Il calendario è in vendita presso il posto di guardia all’ingresso di Sant’Anna in Vaticano.

di Nicola Gori

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23 aprile 2019

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