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Accanto ai poveri
e agli esclusi

· Nel centro di accoglienza di Dublino gestito dai cappuccini ·

Glenna Goodacre, «The Irish  Memorial An Gorta Mor (The Great Hunger)», 2002

Sabato 25 agosto Papa Francesco, durante il viaggio che farà in Irlanda per l’Incontro mondiale delle famiglie, visiterà in forma privata il Centro diurno di assistenza ai poveri, aperto dai frati cappuccini nel cuore dei Liberties, dove un tempo si produceva la famosa birra Guinness. Nel centro sono assistiti i senza casa, gli homeless, «pietre scartate che riempiono le città e che sono sotto gli occhi di tutti», come ha detto padre Sean Donohoe, co-direttore del Centro. «Essi sono la triste conseguenza delle diseguaglianze di questa città, dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri. Nessuno di noi si aspettava la visita del Papa, anche perché il nostro è un centro relativamente giovane, essendo stato fondato da padre Kewin Crowley 48 anni fa. Tuttavia siamo contentissimi che egli venga a passare un’ora con questi fratelli, perché sono loro la vera fragilità, la vera emergenza dell’Irlanda». 

A Dublino e in altre città del paese, c’è il centro dei gesuiti della Peter Mc Verry trust; la Simon Community e l’Home sweet home Ireland che un anno e mezzo fa occupò per alcuni giorni un edificio disabitato a pochi metri dal Trinity college. Continua padre Donohoe: «Nella nostra “Isola di smeraldo” (dove noi siamo dal 1615) il piano delle case popolari è totalmente inadeguato; il loro costo, per i forestieri, è più alto di quelle di Milano e di Parigi. Non è raro vederli dormire sulle scalinate delle chiese o sulle panchine dei giardini pubblici come i barboni, perché un posto letto costa fino a mille euro al mese. Per questo le istituzioni come la nostra sono indispensabili. C’è chi la chiama filantropia, chi attività sociale; noi la chiamiamo vangelo vissuto nello spirito francescano. Infatti non facciamo altro che mettere in pratica i principi evangelico-francescani dell’accoglienza e del sostentamento che Francesco voleva si facesse anche ai ladroni, come avvenne ai suoi tempi a Montecasale».
Al centro non si distribuiscono solo pasti: tre giorni alla settimana è garantita una visita medica gratuita nonché l’assistenza quotidiana ai bambini soli, che in città sono oltre 3500. «I nuovi poveri irlandesi — aggiunge padre Kevin Crowley, fondatore del centro — fanno l’impossibile per trovare un lavoro, ma pochi ci riescono. La maggioranza va in cerca di una mensa fuori mano per avere un piatto caldo insieme ai figli, i quali, poi, dicono agli amici di “aver mangiato al ristorante”».

di Egidio Picucci

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