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Accanto ai piccoli sofferenti

· Visita del cardinale Bertone all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ·

Consueta visita natalizia del cardinale Tarcisio Bertone alla comunità dell’ospedale pediatrico «Bambino Gesù» di Roma. Il segretario di Stato ha incontrato il personale medico, infermieristico, amministrativo nella tarda mattinata di oggi, martedì 20 dicembre.

L’incontro si è svolto nell’aula Salviati. In precedenza il porporato aveva visitato i piccoli ricoverati nel padiglione Pio XII, restaurato dopo il pauroso incendio di qualche anno fa. Si è a lungo soffermato tra le culle dei ventisette neonati attualmente assistiti in quello che è l’unico reparto in Europa dove i prematuri trovano contemporaneamente assistenza medica e chirurgica. Nell’aula ad attendere il cardinale, oltre a una folta rappresentanza di tutte le componenti della comunità ospedaliera, c’era anche la duchessa Salviati.

Nel ringraziare il segretario di Stato per la sua visita il presidente dell’ospedale, Giuseppe Profiti, ha ripercorso il cammino compiuto dall’ospedale nell’anno che sta per concludersi, segnato, ha detto, da alcuni grandi traguardi raggiunti grazie all’incessante impegno quotidiano di «quanti lavorano con amore e dedizione nell’ospedale del Santo Padre».

«Il 2011 — ha ricordato Profiti — è stato l’anno di Palidoro e di Santa Marinella, dove il Bambino Gesù ha realizzato due realtà in tutto e per tutto simili all’ospedale romano, anche se conservano le loro peculiarità». Ma è stato anche l’anno delle realizzazioni lontano da Roma, in Italia come all’estero. Quanto al territorio nazionale, Profiti ha ricordato i centri d’eccellenza inaugurati a Taormina, Potenza e Larino. Per l’estero, il presidente si è riferito alle realizzazioni in Tanzania, a Takeo, in Cambogia, e in Viet Nam, dove grazie ad una serie di accordi siglati con le autorità, è stato possibile esportare, insieme con le potenzialità scientifiche e terapeutiche, anche e soprattutto «uno stile di accoglienza amorosa e umana — ha sottolineato — tipico del nostro modo di occuparci dei bambini sofferenti». Uno stile che caratterizza in modo particolare il grande lavoro che l’ospedale sta facendo proprio in ambito internazionale, per promuovere sempre nuove sinergie con i sistemi sanitari dei Paesi meno sviluppati o comunque bisognosi di quel sostegno che una struttura d’eccellenza quale è l’ospedale Bambino Gesù può assicurare in campo pediatrico.

Proprio per sostenere e diffondere questa importante attività è stato organizzato in questi giorni natalizi un mercatino di beneficenza nel quale vengono offerti prodotti artigianali realizzati in Cambogia, ad Haiti e in Tanzania, raccolti e messi a disposizione dell’ospedale dai medici che si sono recati in missione nel Paese asiatico.

Nel suo saluto il segretario di Stato ha voluto innanzitutto ricordare che la visita all’ospedale pediatrico è per lui «uno dei momenti affettivamente più coinvolgenti». Del resto, è proprio la festa del Natale che, ha sottolineato, spinge all’incontro con i bambini: «È la loro festa — ha detto — e dove c’è un bambino il Cielo si china per riversare tutte le grazie, le bellezze e le bontà del mondo. Credo che non sia inutile, per noi adulti, soprattutto i genitori, che dobbiamo collaborare con il Signore nel trasmettere ai bambini amore e serenità, fermarci un attimo a riflettere». Infatti, ha notato, «nella corsa della vita quotidiana resta poco tempo da dedicare alla riflessione, all’approfondimento del senso della vita posando lo sguardo serenamente su ciò che ci circonda». Si tratta di momenti estremamente importanti, che spesso non riusciamo a cogliere e che sono dentro di noi «soffusi di nostalgia, si presentano precipitosamente non appena arriva un dolore, una grave preoccupazione, una crisi».

Il fatto di «trovarci fra le mura di un ospedale dove a soffrire sono addirittura dei bambini — ha osservato il porporato — ci invita a guardare dentro noi stessi e a trovare quella via della speranza che il nostro cuore reclama. Nell’oscurità il cuore dell’uomo non cessa di attendere l’aurora».

Proponendo questa riflessione il cardinale Bertone ha citato le parole del recente messaggio di Benedetto XVI per la giornata mondiale della Pace 2012: «“Di fronte alla difficile sfida di percorrere le vie della giustizia e della pace”, e potremo aggiungere anche la via della serenità interiore, della salute, dell’armonia nei rapporti, “possiamo essere tentati di chiederci, come il Salmista: ‘Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?’. A tutti in particolare ai giovani, voglio dire con forza: non sono le ideologie che salvano il mondo, ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che è il nostro creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero… il volgersi senza riserve a Dio che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l’amore eterno. E che cosa mai potrebbe salvarci se non l’amore?”. L’amore si compiace della verità, è la forza che rende capaci di impegnarsi per la verità, per la giustizia, per la pace, perché tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta».

Quindi il segretario di Stato ha fatto riferimento alla sapienza cristiana, che — ha evidenziato — «ci riporta sempre lì, nel punto culmine della vita, di ogni vita: l’amore. Ci insegna la Chiesa che “nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce lo chiama ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilità del bene compiuto e del male commesso”.

«Essere qui oggi in mezzo a voi — ha continuato il cardinale — mi offre l’occasione per ribadire l’importanza del lavoro che svolgono amministratori, direttori, medici, infermieri e tutto il personale dell’Ospedale, non solo negli interventi di avanguardia che portano il nome del “Bambino Gesù” ad alti riconoscimenti, ma pure nelle attività ordinarie di ogni giorno: dall’accoglienza, al ricovero, alla cura solerte e amorevole per i piccoli degenti».

Nell’ospedale, infatti, un ruolo fondamentale è svolto proprio da quanti prestano la loro opera per i bambini ricoverati. Assieme alla competenza professionale, essi offrono grande disponibilità, spirito di sacrificio, pazienza e amore disinteressato.

Concludendo il suo saluto il porporato ha voluto farsi interprete dell’apprezzamento del Papa. Il quale — ha assicurato — «segue con attenta benevolenza i successi e l’impegno dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù», come ha dimostrato nel corso della sua visita del 5 gennaio 2011 ai piccoli pazienti, alle loro famiglie e ai suoi dipendenti, quando ne ha sottolineato così la missione: «Oltre ad essere una immediata e concreta opera di aiuto della Santa Sede verso i bambini ammalati, rappresenta un avamposto dell’azione evangelizzatrice della comunità cristiana». Il cardinale ha infine portato alla comunità dell’ospedale la benedizione del Papa.

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