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Accanto agli operai
che rischiano il posto

Quando si perde il lavoro, al dramma economico si somma quello umano, specialmente per chi ha superato una certa età. Se poi il licenziamento riguarda ben 497 su 537 operai — che a conti fatti significa intaccare il sostentamento di 600 famiglie — alla tragedia si aggiunge il disagio sociale. Per esprimere a Papa Francesco tutta l’angoscia di chi sta vivendo questi momenti così difficili, all’udienza generale ha partecipato una delegazione di lavoratori dello stabilimento della Embraco di Riva presso Chieri, in diocesi di Torino, dove si producono componenti per elettrodomestici. A manifestare al Pontefice i loro problemi sono stati quattro rappresentanti delle sigle sindacali: Dario Basso, Mario Minore e Vito Benevento della Unione italiana del lavoro (Uil), e Maurizio Ughetto della Federazione impiegati operai metallurgici (Fiom). Hanno chiesto a Francesco una preghiera e una benedizione per essere sostenuti in questo momento difficile. Al Papa avevano inviato nei giorni scorsi anche una letterina scritta da una bambina a nome di tutti i figli degli operai e delle operaie. Questi piccoli, spiegano i delegati, stanno vivendo il dramma delle loro famiglie e soffrono ancor più degli adulti per questa situazione. Li sostiene solo la speranza di un aiuto divino e della solidarietà delle parrocchie del chierese.

Di solidarietà e di condivisione si parlerà anche sabato prossimo, 10 febbraio, nella ricorrenza della ventottesima giornata di raccolta del farmaco. Una delegazione della Fondazione banco farmaceutico onlus, guidata dal presidente Sergio Daniotti, ha partecipato all’udienza per sensibilizzare le persone a donare dei medicinali destinati ai poveri. La fondazione si occupa non solo dell’organizzazione della giornata di raccolta del farmaco, ma offre anche un ampio sostegno agli indigenti fornendo loro medicinali. Il suo impegno è rivolto anche al recupero dei farmaci regalati da alcune aziende farmaceutiche e a quelli validi e non ancora scaduti donati dai cittadini attraverso le farmacie aderenti.

All’insegna della solidarietà è anche l’attività del gruppo Guardiagrele, della prepositura di Santa Maria Maggiore, nell’omonima località abruzzese. Guidati dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, e dal parroco, don Nicola Del Bianco, tra i membri del gruppo erano alcuni ospiti della residenza psichiatrica riabilitativa e della residenza assistenziale disabili adulti. Fra loro anche Federico, un bambino affetto da una grave forma di tumore cerebrale, che aveva espresso il grande desiderio di incontrare il Papa. Riferendosi al gruppo, l’arcivescovo ha spiegato che il nome Guardiagrele rimanda ai famosi orafi medievali che creavano dei preziosi capolavori artistici. Formato da rappresentanti dell’artigianato locale legati all’Ente mostra dell’artigianato abruzzese, il sodalizio ha indetto, in occasione dell’anno giubilare straordinario concluso nel 2016, un concorso nazionale per artigiani per la realizzazione di un’opera sul tema della misericordia. La vincitrice, Valeria Belli, ha regalato al Papa la sua opera.

Una nota di colore ha poi riscaldato l’atmosfera nell’Aula Paolo vi. Alcuni artisti del Rony Roller circus e del circo Medrano si sono esibiti davanti al Papa con saggi di giocolieri, clown ed equilibristi. Ad accompagnarli don Giovanni De Robertis, direttore generale della fondazione Migrantes, e Antonio Buccioni, presidente dell’Ente nazionale circhi d’Italia. Il Rony Roller circus ha donato al Pontefice duecento biglietti di ingresso da destinare ai poveri.

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