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Abitare le domande

· Nelle rubriche settimanali di un parroco ·

Don Giorgio Ronzoni

«Se c’è un cosa che ho imparato nei momenti difficili della mia vita — scrive Giorgio Ronzoni nelle rubriche settimanali indirizzate ai suoi parrocchiani, ora raccolte nel volume Una pietra scartata (Padova, Edizioni Messaggero, 2014, pagine 128, euro 10,50) — è che non si deve aver paura di abitare le domande. (…) Non so ancora cosa deve cambiare dentro di me. Di certo cerco di rimanere aperto alla comprensione di ciò che devo fare». È il 29 giugno 2013, quasi due anni dopo la drammatica vicenda che lo ha reso tetraplegico. Lo scrive Marco Valenti aggiungendo che la vita di un credente, spiega Ronzoni in linea con gli esercizi ignaziani che richiama spesso, consiste nell’inesauribile impegno a purificarsi di quelle immagini di Dio che ci portiamo dentro. Proprio questo taglio, in certo modo la sottesa ambizione di cercare un percorso spirituale, costituisce il fulcro della testimonianza offerta da questo straordinario sacerdote, a cui il vescovo stesso rinnova il mandato nonostante le peculiari condizioni di salute in cui è precipitato. Don Ronzoni, infatti, è un uomo di fede che non si stanca di interrogare e interrogarsi sul senso di ciò in cui crede. Dalla prima pagina mette e si mette in discussione, scrivendo di non essere in grado di affermare riguardo al suo stesso incidente se ci sia o no uno scopo o un disegno. «Quello che so è che certamente ci saranno delle opportunità», che «cercherò di coglierle».

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