Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Abbracci ecumenici
e vittorie

· Athletica Vaticana in Germania nella città di Lutero per una testimonianza di dialogo e amicizia ·

Una benedizione reciproca e un abbraccio fraterno tra atleti luterani e cattolici: si conclude così la prima trasferta internazionale di Athletica Vaticana, la squadra podistica della Santa Sede. Al termine dell’incontro di congedo organizzato domenica sera sulla pista di atletica dalla Mz laufgruppe, la squadra di runner di Wittenberg che ha invitato nella città di Lutero la delegazione di 30 atleti vaticani, il vincitore delle due corse del weekend, don Vincenzo Puccio, parroco siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto, ha pregato insieme con il parroco luterano Johannes Block e poi si sono benedetti a vicenda. Prima dell’abbraccio fraterno che ha coinvolto tutti gli atleti. Rilanciando la prospettiva ecumenica e i valori più autentici dello sport.

Il pastore luterano è il promotore della lettera a Papa Francesco, firmata dalle autorità politiche e religiose di Wittenberg, per invitarlo a visitare i luoghi dove Martin Lutero, poco più di cinquecento anni fa, diede inizio alla Riforma protestante. La lettera è stata consegnata venerdì, accogliendo i rappresentanti di Athletica Vaticana nel municipio, alla presenza del primo ministro della Sassonia-Anhalt, Reiner Hasseloff, e del sindaco di Wittenberg, Jochen Kirchner.

«Siamo una sola famiglia e speriamo di vedere presto il Papa a Wittenberg» ha detto il pastore Block. «Lo sport aiuta molto nelle relazioni tra le persone. Gli uomini di Chiesa a volte non sono molto capaci a rimanere uniti e a tenersi in contatto, ma gli uomini di sport, dell’atletica in particolare, sono molto più bravi a conoscersi, ad avere buoni rapporti, e questa iniziativa lo dimostra».

Da parte sua, il presidente di Athletica Vaticana monsignor Melchor Sánchez de Toca, sotto-segretario del Pontificio consiglio della cultura e responsabile del dipartimento «sport e cultura», ha riaffermato «l’altissimo valore simbolico della presenza di una squadra di podisti vaticani nella città che ha visto l’inizio della Riforma protestante, e che rimane una delle ferite aperte nella cristianità». Una presenza di amicizia «ma anche di preghiera comune per l’unità».

Domenica mattina, in una splendida giornata di sole dopo la pioggia che aveva bagnato la corsa di 10 chilometri di sabato sera nel centro della città, don Vincenzo Puccio — atleta di alto livello prima di entrare in seminario e oggi parroco in Sicilia, dove ha creato un originale oratorio podistico e campestre in un luogo imbruttito dalla criminalità organizzata — ha vinto in solitaria la mezza maratona, bissando il successo sui 10 chilometri di sabato sera. Dopo 21 chilometri sull’argine dell’Elba, lungo la pista ciclabile che dal parco naturale di Worlitz porta a Wittenberg, ha preceduto l’alabardiere della Guardia svizzera Thierry Roch e Emiliano Morbidelli, tecnico nella sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù. Podio tutto di Athletica Vaticana, dunque.

Pur non parlando tedesco, don Vincenzo ha potuto portare a tutti gli atleti e al folto pubblico lungo il percorso, «il messaggio di fede in Cristo che ci ha chiamati fratelli nel Signore». Lo stesso che ripete a ogni vittoria, come accade spesso in giro per l’Italia, dopo aver simbolicamente baciato la terra all’arrivo. «Lo sport ha un linguaggio unico che vale per tutti, il linguaggio del cuore e del corpo» ha affermato il sacerdote. «Oggi abbiamo corso in mezzo alla creazione e per me è stata una gioia soprattutto testimoniare la mia fede». Vittoria con un pensiero speciale: «Ringrazio il Signore di quest’altra vittoria e la dedico a Papa Francesco perché sia sempre più un punto d’incontro tra Dio e la storia dell’uomo».

Ma, in realtà, al termine della corsa, dopo aver tagliato per primo il traguardo, don Vincenzo ha continuato a correre: Sara Vargetto, la piccola portabandiera della squadra, dieci anni e un grande sorriso col quale combatte una grave malattia neurodegenerativa che la fa “correre” in sedia a rotelle, ha chiesto al sacerdote «di tornare indietro per riprendere il papà lungo il percorso e questa è una testimonianza stupenda: molte volte — dice don Vincenzo — nella vita non sappiamo tornare indietro e invece sarebbe importante farlo, nella storia e nella memoria, anche per riportare l’unità tra i cristiani».

La gara di sabato sera, la Wittenberg Nachtlauf, è stata una vera festa per tutta la città. Più di seicento i partecipanti, che hanno sfidato la pioggia sia nella 10 km sia nella staffetta di 6 km, alla quale Athletica Vaticana ha partecipato con Massimiliano Coluccio, della direzione dei servizi economici, che ha passato il testimone a Gianluca Palazzi, pensionato vaticano, con la sua sedia a rotelle spinta da Stefano Ciallella, atleta del gruppo sportivo militare delle Fiamme azzurre, e a Doreen Meyer, leader della squadra luterana di Wittenberg, in un’inedita staffetta ecumenica e paralimpica.

La 10 km di sabato è stata vinta sempre da don Vincenzo Puccio. Al secondo posto è arrivato don Giovanni Buontempo, officiale del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, e al quarto posto, a soli 12 secondi dal terzo classificato, Emiliano Morbidelli. Quinto, a completare il successo di squadra, Thierry Roch.

«La vittoria più bella, per tutti, è stata la straordinaria atmosfera di amicizia e di fratellanza tra i podisti vaticani e i loro compagni tedeschi» fa presente monsignor Sánchez de Toca. «Anche perché non abbiamo corso e basta: abbiamo partecipato alla messa nell’unica parrocchia cattolica di Wittenberg e siamo anche stati accolti fraternamente dal pastore nella parrocchia protestante che è, in un certo, senso il successore di Lutero in questa città, dove anche i protestanti sono una minoranza». Infatti solo il quindici per cento degli abitanti è evangelico e il due per cento è cattolico, «una minoranza davanti alla stragrande maggioranza di persone che non si dichiarano credenti». Ma insieme come cristiani, prosegue il presidente di Athletica Vaticana, «affrontiamo le sfide dell’Europa e qui lo sport si rivela ancora uno strumento di dialogo straordinario, sia tra credenti in Cristo, appartenenti a diverse confessioni, sia tra credenti e non credenti».

Laici e sacerdoti podisti biancogialli, con alcuni familiari, alla partenza di ogni corsa hanno donato ai compagni di fatica luterani l’immaginetta della «Preghiera del maratoneta» tradotta in tedesco. Rilanciando così il dialogo per un’amicizia destinata a creare nuove occasioni di incontro. «È una testimonianza gioiosa di una vita cristiana che attira per la pienezza e la bellezza» spiega ancora monsignor Sánchez de Toca. E, aggiunge il parroco cattolico, don Markus Lorek: «Cristo è la pienezza della vita e la dona a chi si avvicina a Lui. Non sappiamo cosa Dio abbia riservato alla nostra presenza in questa città di Wittenberg, noi abbiamo piantato, tocca a lui far crescere e germogliare». Magari proprio anche attraverso lo sport.

Prossima tappa per Athletica Vaticana, ricorda monsignor Sánchez de Toca, sono i Giochi dei piccoli Stati europei in Montenegro, tra due settimane, dove ci sarà una simbolica rappresentanza. «Riceviamo tanti inviti che dobbiamo vagliare attentamente non si tratta di correre e basta ma anche e soprattutto di vivere una testimonianza di fede, spirituale e solidale, e dobbiamo scegliere molto bene i luoghi dove portarla, seguendo in questo l’esempio di Papa Francesco». E così, a Wittenberg, Athletica Vaticana non ha pensato solo allo sport, alle celebrazioni e agli incontri di amicizia: sabato mattina il gruppo ha visitato il centro per persone diversamente abili «Augustinuswerk», fondato dalle parrocchie cattolica e protestante e affiliato alla Caritas della diocesi di Magdeburgo.

Inoltre, conclude monsignor Sánchez de Toca, «un obiettivo di alto valore simbolico e culturale, nella prospettiva di un dialogo di pace e di riconciliazione tra i popoli, saranno i Giochi del Mediterraneo che si terranno tra due anni ad Oran, in Algeria, dove il vescovo Jean-Paul Vesco è già il nostro miglior ambasciatore, anche come bravissimo maratoneta». Non poteva infine mancare, lunedì mattina, come momento conclusivo della trasferta in terra tedesca della prima associazione sportiva costituita in Vaticano, la visita nella Nunziatura apostolica a Berlino. Nella cappella della rappresentanza pontificia è stata celebrata la messa nel giorno della memoria della Beata Vergine Maria di Fátima.

di Alessandro Di Bussolo

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE