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Abbiamo visto
l’amore vincere

· Venticinquesimo compleanno per Nuovi Orizzonti ·

Grande festa, musica, preghiera, testimonianze in occasione del raduno per il 25° anniversario della comunità Nuovi Orizzonti, celebrato domenica scorsa durante la festa di Pentecoste. Ma il momento clou è stato sicuramente il saluto di Papa Francesco, che nel videomessaggio proiettato al Palazzetto dello Sport di Frosinone ha ricordato il valore della memoria e della fecondità spirituale. Nei giorni scorsi il Santo Padre aveva inviato una lettera di auguri per l’intera comunità.

Uno dei canti più popolari durante i raduni di Nuovi Orizzonti è Abbiamo visto l’amore vincere. «Se dovessimo riassumere con due parole questi 25 anni, potremmo riassumerli con quello che abbiamo appena cantato — ha detto la fondatrice Chiara Amirante, durante il suo intervento — Abbiamo visto l’amore vincere sulla morte, abbiamo visto l’amore vincere sulle tenebre, abbiamo visto l’amore sanare, guarire i cuori spezzati, abbiamo visto l’amore spezzare le catene, portare la libertà ai prigionieri, dare la vista ai ciechi, abbiamo visto l’amore fare miracoli».

Le parole della fondatrice non sono affatto di circostanza: in 25 anni, Nuovi Orizzonti ha letteralmente riportato alla vita centinaia di giovani disperati, disadattati, abbandonati, vittime delle dipendenze nelle varie forme o, semplicemente delusi dalla vita.

Il carisma della gioia, che caratterizza il movimento non è infatti comprensibile se prima ognuno non prende il coraggio di guardare in faccia la propria discesa agli inferi: si prende atto della propria miseria personale e, contemporaneamente, della ben più grande misericordia di Dio, grazie alla quale ogni essere umano è in grado di riconoscere in se stesso un “prodigio”.

Così è stato per don Tonino Catalano, uno dei primi compagni di missione di Chiara Amirante, quando la fondatrice andava dai vagabondi della Stazione Termini, prima ancora della nascita di Nuovi Orizzonti. Tonino era un giovane aspirante attore, con profonde ferite nel suo vissuto personale e familiare. Incontrata Chiara, in occasione dell’allestimento di un musical, Tonino era rimasto letteralmente folgorato dalla gioia e dall’amore di Dio che lei trasmetteva. «Il Signore mi ha fatto vedere il prodigio che sono — ha testimoniato il sacerdote — Con tutte le mie ferite, ho capito che ero amabile».

Nel 1995, un anno dopo la fondazione di Nuovi Orizzonti, Tonino diventa piccolo della gioia, formalizzando così il proprio impegno nella comunità. Vive un fidanzamento di due anni al termine del quale si innamora di un’altra ragazza che gli propone un pellegrinaggio a Medjugorje. È proprio nella località balcanica delle apparizioni mariane, che, nel 1999, Tonino scopre la sua vocazione sacerdotale e decide di lasciare la sua compagna.

C’è chi, come il giovane brasiliano Jefferson, ha vissuto un’infanzia difficilissima nelle favelas, con il padre in carcere e una madre che lo ha cresciuto assieme ai due fratelli dopo aver tentato di abortirlo ingerendo pasticche. «Non ho avuto un’infanzia, mi vedevano solo come il figlio di un criminale» ha raccontato Jefferson al pubblico del Palasport di Frosinone.

La droga entra presto nella sua vita: marijuana e cocaina inizia a consumarle e a spacciarle non ancora adolescente. Un giorno Jefferson rimane miracolosamente illeso in uno scontro a fuoco tra pusher e, d’improvviso, entra in crisi. «Ho sedici anni e potrei morire oggi», pensa nel momento di massimo sconforto. Nel frattempo è venuto a sapere che il padre, uscito dal carcere, sta ricostruendo la sua vita in una comunità di Nuovi Orizzonti. Decide di raggiungerlo e cercare aiuto anche lui.

In comunità, non solo padre e figlio si riconciliano ma, per Jefferson, è un cambiamento di prospettiva a trecentosessanta gradi. «Ho visto persone diverse, con un sorriso diverso e mi sono detto: questo è il posto per me. Mi sono messo al loro servizio e dopo qualche tempo ho sentito la chiamata a consacrarmi. Dio stava facendo meraviglie con la mia vita».

La giornata è proseguita con le esibizioni canore di Nek e Raf. Il primo è uno storico compagno di strada di Nuovi Orizzonti, sempre presente ai grandi appuntamenti come quello di domenica. «È una grande famiglia che mi aiutato a scoprire cose nuove, anche se ero cattolico praticante da sempre, cresciuto in oratorio — ha raccontato il cantautore modenese — È molto importante per chi come me fa parte di un mondo dove conta soprattutto il culto della personalità». Per Raf, invece, la frequentazione di Nuovi Orizzonti è più recente ed è il frutto di una ricerca di Dio che si sta evolvendo. Un tempo il cantante pugliese non amava la Chiesa, poi, però, «la Chiesa è cambiata, adoro Papa Francesco e sono cambiato anch’io», ha detto.

A conclusione dell’incontro la messa presieduta, come l’incontro di Pentecoste dell’anno scorso, dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi, e concelebrata, tra gli altri, dal vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, Ambrogio Spreafico, e da don Davide Banzato, assistente ecclesiastico di Nuovi Orizzonti. «Dove c’è lo Spirito Santo, c’è gioia e verità — ha detto il porporato durante l’omelia — Qui a Nuovi Orizzonti, la Pentecoste è la vostra festa patronale, l’anno scorso ho percepito un grande bene tra voi, quindi quest’anno sono tornato con grande gioia». Durante la celebrazione eucaristica, 82 nuovi piccoli della gioia hanno offerto la loro consacrazione a Nuovi Orizzonti, 23 di loro con impegni temporanei, 58 con impegni definitivi.

Nel tardo pomeriggio di domenica, poi, poco dopo la conclusione dell’evento, Chiara Amirante, ha ricevuto una telefonata del Santo Padre. «Il Papa al telefono ha detto che aveva provato a chiamare più volte perché durante tutta la giornata ha portato nel cuore questo importante anniversario della famiglia Nuovi Orizzonti e ci ha pensato tanto pregando per noi e ringraziando Dio per il dono di questo carisma», scrive la fondatrice sul sito del movimento.

di Luca Marcolivio

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16 luglio 2019

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