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A un passo dall'accordo  per salvare Atene

· Imminente l'annuncio dell'esito delle trattative fra Fmi, Bce e Grecia ·

L’accordo tra Atene, il Fondo monetario internazionale e l'Ue sulle misure di austerità richieste alla Grecia per sbloccare il piano di aiuti finanziari è molto vicino e sarà annunciato entro domenica dal Governo greco. Lo hanno dichiarato oggi fonti di Atene alla France Presse. «I negoziati stanno proseguendo, ma siamo molto vicini a un accordo», assicurano le fonti. «Entro domenica ci sarà l’annuncio del Governo».

Una settimana fa Atene ha chiesto a Ue e Fmi di attivare un piano di salvataggio da 45 miliardi di euro, valevole per quest’anno, per far fronte alle scadenze sul debito greco del 19 maggio. In cambio dell’attivazione del piano Ue e Fmi hanno chiesto ad Atene misure aggiuntive per tagliare il deficit del 10 per cento del pil entro il 2011. Nel 2009 il deficit greco ha raggiunto il 13,6 per cento del pil, secondo le stime di Eurostat. La stretta finale del negoziato arriva, mentre per le celebrazioni del primo maggio sono in programma almeno tre grandi dimostrazioni contro i tagli del deficit.

Intanto, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto di non essere disposta a chiudere un occhio sui conti ellenici: Atene «dovrà cambiare fondamentalmente le proprie abitudini economiche». Insomma, Berlino ribadisce la linea del rigore e giustifica il proprio impegno — circa 8,4 miliardi nel 2010 — dicendo di voler salvaguardare la stabilità della moneta unica. «Oggi — ha detto il premier ellenico George Papandreou oggi in parlamento — la cosa più importante è la sopravvivenza della nazione, questa è la nostra linea rossa». Papandreou spiega ai parlamentari che il negoziato per ridurre il deficit è alla stretta finale. «Le misure che dobbiamo prendere — ha detto — sono necessarie per la protezione del Paese, per la nostra futura sopravvivenza, per tornare a tenerci dritti sulle nostre gambe». È una responsabilità — ha poi aggiunto Papandreou — «che dobbiamo intraprendere, senza pensare ai costi politici».

Nel frattempo, l'agenzia di rating Moody’s ha deciso di mantenere sotto esame la situazione della Grecia in vista di un possibile ulteriore peggioramento del rating. Lo ha comunicato in una nota l’agenzia stessa, che rimette ogni decisione al piano che la Grecia sta negoziando con Ue, Fmi e Bce. «Se la mobilitazione degli aiuti esterni continuerà a essere discontinua o se il Governo greco non dovesse riuscire a mettere in pratica ambiziosi aggiustamenti nelle sue politiche — si legge nella nota — questo infliggerebbe al Paese un danno significativo al merito di credito greco».

Pochi giorni fa, Moody’s ha bocciato il merito di credito della Grecia portandolo ad A3 e minacciando un ulteriore peggioramento. Moody’s — spiega l’analista Sarah Carlson — «prevede di completare il suo esame del rating sovrano greco subito dopo che saranno rivelati i dettagli del programma messo a punto dai Paesi dell’euro e dal Fondo monetario internazionale». Nella nota, poi, l’agenzia statunitense spiega che la situazione di liquidità a breve termine della Grecia corre rischi trascurabili «dato l’impegno internazionale volto a mantenere la stabilità nell’area». Di conseguenza — spiega l’analista — «il giusto riposizionamento del rating greco dovrà essere basato sui fondamentali creditizi di medio termine del Paese». Richiamando la sua posizione precedente, Moody’s ricorda che è possibile che il rating greco venga peggiorato di più di un gradino: «L’entità di un downgrade — dice Carlson — dipenderà dall’ambiziosità del programma economico e fiscale pluriennale» e dalla probabilità che la Grecia riesca a mettere in atto le riforme che le verranno richieste. Il livello molto alto del debito pubblico atteso per Atene «non è insostenibile», secondo l’analista di Moody's, anche se ci vorrà una stretta al bilancio primario pari al 12 per cento del pil.

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