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A scuola per apprendere gli strumenti della pace

· Il seminario estivo dei giovani all’Istituto Ecumenico di Bossey ·

Educare i giovani al dialogo e alla pace è possibile se si superano le barriere della diffidenza ma, soprattutto, se si offrono loro momenti d’incontro che diano strumenti teorici e pratici per condividere le diverse culture e tradizioni religiose e promuovere la riconciliazione. È quanto avviene presso l’Ecumenical Institute di Bossey, in Svizzera, dove, fino al 29 luglio si svolge il tradizionale seminario di giovani cristiani, ebrei e musulmani «Building an interfaith community», promosso dal World Council of Churches (Wcc-Consiglio ecumenico delle Chiese-Cec).

Quest’anno, come sottolinea al nostro giornale il teologo e coordinatore dell’iniziativa, Odair Pedroso Mateus, l’appuntamento è incentrato sul ruolo fondamentale delle religioni nella risoluzione pacifica dei conflitti. Al seminario, spiega il coordinatore, «partecipano giovani che vivono in contesti multireligiosi e multiculturali e che sono impegnati ad apprendere vivendo, studiando e pregando assieme, metodi e strumenti che trascendono la mera acquisizione di informazioni sulle varie culture e tradizioni religiose e che servono a far assumere a loro stessi un ruolo di partecipazione attiva nei processi di pace». E aggiunge: «Siamo qui per porre domande difficili e per esplorare la possibilità del dialogo come mezzo di cambiamento pacifico e per incoraggiare le comunità al rispetto delle civiltà, piuttosto che allo scontro».

Il tema scelto per l’edizione 2011, «Religions as instruments of peace», afferma ancora il coordinatore, trae ispirazione dalle indicazioni scaturite dalla Convocazione ecumenica sulla pace tenutasi a maggio, a Kingston, in Giamaica e promossa sempre dal Wcc. L’Ecumenical Institute di Bossey offre da sempre occasioni privilegiate per confrontare le esperienze delle comunità religiose nel mondo. In occasione dell’inaugurazione, nel 1946, il primo segretario del Wcc, l’olandese Willem A. Visser’t Hooft, aveva sottolineato che il programma principale dell’istituzione ha tre oggetti fondamentali: la Bibbia, il mondo e la Chiesa universale.

Uno studente musulmano, Mohammed Azhari, osserva che il seminario costituisce «una brillante occasione per incontrare persone di di fedi diverse. A Bossey siamo impegnati a costruire la nostra piccola comunità, sperando che questo sia un passo verso la costruzione di una realtà più ampia». Lo studente aggiunge che è «l’ignoranza che porta al conflitto. Venendo a conoscenza gli uni degli altri impariamo a rispettarci a vicenda». Una studentessa protestante svedese, Charlotte Lindhé, sottolinea che «si può imparare molto di più sulla propria religione, relazionandosi anche con persone di fedi diverse».

L’iniziativa è giunta alla quinta edizione e rientra nel più generale «Scholarship programme», che il Wcc promuove fin dal 1945 e nel «Programme on Inter-religious Dialogue and Cooperation». Si tratta di programmi ecumenici globali di formazione volti a sostenere le comunità religiose e le organizzazioni a esse collegate, incluse, tra le altre, ong che si occupano di aiuti umanitari. Gli studenti che partecipano al seminario, dei quali una decina sono cristiani, provengono dall’Europa, dall’America latina, dal Vicino Oriente e dall’Asia. Al corso prendono parte anche tre religiose. L’Istituto di Bossey è collegato, fra l’altro, all’Università di Ginevra, attraverso un accordo di cooperazione con la Facoltà di teologia protestante.

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26 maggio 2019

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