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A scuola di preghiera nella casa di Nazaret

· Durante l’udienza generale il Papa parla della santa Famiglia ·

La casa di Nazaret è «una scuola di preghiera» dove si impara «ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato profondo della manifestazione del Figlio di Dio, traendo esempio da Maria, Giuseppe e Gesù». Lo ha detto il Papa all’udienza generale di mercoledì 28 dicembre, nell’Aula Paolo VI, parlando della santa Famiglia.

Attraverso alcuni brani evangelici legati all’infanzia di Gesù — la presentazione al tempio, l’atteggiamento di Maria e Giuseppe di fronte al mistero dell’Incarnazione, il ritrovamento tra i dottori di Gerusalemme — Benedetto XVI ha messo in luce come la famiglia di Nazaret si riveli «il primo modello della Chiesa in cui, intorno alla presenza di Gesù e grazie alla sua mediazione, si vive tutti la relazione filiale con Dio Padre, che trasforma anche le relazioni interpersonali, umane».

Questa appare evidente soprattutto quando Gesù, nel momento in cui viene ritrovato dai genitori tra i dottori del tempio dopo tre giorni di ricerche, afferma che la sua missione è occuparsi delle cose del Padre. «Così Egli — ha commentato il Pontefice — indica chi è il vero Padre, la vera casa». E così rivela «che Egli non ha fatto niente di strano, di disobbediente. È rimasto dove deve essere il Figlio, cioè presso il Padre, e ha sottolineato chi è il suo Padre».

In queste parole «appare tutto il mistero cristologico» del Figlio. Ma si svela anche il «mistero nostro di cristiani, che siamo figli nel Figlio» e lo testimoniamo soprattutto attraverso la preghiera. Non a caso — ricorda il Papa — Gesù raccomanda ai discepoli: «quando pregate dite “Padre”. E, naturalmente non ditelo solo con una parola, ditelo con la vostra esistenza, imparate sempre più a dire con la vostra esistenza: “Padre”; e così sarete veri figli nel Figlio, veri cristiani».

In questa prospettiva, la sacra Famiglia si trasforma realmente in «icona della Chiesa domestica, chiamata a pregare insieme». Proprio nella famiglia, infatti, «i bambini, fin dalla più tenera età, possono imparare a percepire il senso di Dio, grazie all’esempio e all’insegnamento dei genitori: vivere in un’atmosfera segnata dalla presenza di Dio». Per il Pontefice, dunque, «un’educazione autenticamente cristiana non può prescindere dall’esperienza della preghiera». Da qui l’invito a «riscoprire la bellezza di pregare assieme come famiglia alla scuola della Santa Famiglia di Nazaret».

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