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A scuola di prediche

· Nell’Aquinas Institute di Saint Louis ·

La lunga e fertile vicenda umana di una delle voci più importanti della teologia cattolica negli Stati Uniti, quella del domenicano Benedict Ashley (morto lo scorso 2 febbraio), che sarà ricordata durante la prossima celebrazione del settantacinquesimo anniversario della fondazione della provincia domenicana di Sant’Alberto Magno negli Stati Uniti, è al centro della storia di un secolo di cattolicesimo statunitense. Il cosiddetto Mid-West è stato da sempre all’avanguardia della cultura del mondo occidentale e anche il cattolicesimo qui ha da sempre risentito di questa spinta in avanti.  Succede, ad esempio, per una decennale istituzione come l’Aquinas Institute, centro di formazione offerto dai domenicani nella città di Saint Louis (Missouri), che occupa gli spazi di un edificio completamente restaurato, anticamente proprietà della società produttrice degli antesignani delle calcolatrici, e situato a pochi metri dalla Saint Louis University retta da gesuiti.
Questo centro di studi gode di una specificità assoluta: oltre al curriculare studio per i giovani frati studenti e per i laici che opereranno nella direzione dell’istituzioni cattoliche, è prevista la formazione a quel ministero così delicato e fondamentale che è la predicazione. L’Aquinas Institute ha infatti risposto all’appello della Conferenza episcopale degli Stati Uniti di organizzare una vera e propria scuola di predicazione,  non solo fondata sulla teoria — che pure viene assicurata con corsi specialistici — ma che prevede vere e proprie esercitazioni di studio dell’omelia, filmata e in seguito attentamente riascoltata e analizzata sotto i molteplici punti di vista che caratterizzano il linguaggio umano, mezzo di quello divino.
Interessante che, nel Paese dei predicatori evangelici modello dell’internazionale retorica, un’istituzione cattolica accolga alunni cattolici e protestanti, segno che la Chiesa cattolica ha ancora una parola da dire sul modo di fare e di insegnare a predicare. Non è un caso che questa provincia domenicana abbia scelto il nome di sant’Alberto un uomo che, per intercessione di Maria, supplicò di essere privato della parola piuttosto che insegnare e predicare altro dalla verità e dalla carità.

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22 agosto 2019

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