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A Benedetto XVI l’anello d’onore di Traunstein

· Conferito dalla cittadina bavarese per il sessantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale ·

Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria nel febbraio 2006, la realizzazione di un busto collocato in una delle strade principali nel 2007 e la recentissima intitolazione di una piazza, Traustein — la cittadina bavarese dove l’8 luglio 1951, gli allora neo sacerdoti Joseph e Georg Ratzinger celebrarono, nella chiesa parrocchiale di Sant’Osvaldo, la loro prima messa — consegna a Benedetto XVI un nuovo riconoscimento. Questa sera infatti, sabato 30 luglio, una folta rappresentanza del distretto meridionale della Baviera incontra il Papa a Castel Gandolfo per offrirgli un artistico «anello d’onore», opera del maestro orafo August Perchemeier e di suo figlio Philip, per rendere omaggio «alla sua straordinaria personalità — come si legge nelle motivazioni dell’onorificenza — e ai suoi meriti per la Chiesa universale e per la teologia».

Allo stesso tempo il riconoscimento vuole significare la gratitudine della cittadinanza «per il legame duraturo e profondo — si legge ancora nella pergamena che accompagna l’anello — di Papa Benedetto XVI con la sua Traunstein. Con la massima onorificenza del Landkreis Traustein, l’intera regione esprime omaggio, stima e affetto al suo Santo Padre». Prima di lui solo sette altri grandi personaggi hanno ricevuto l’anello per il loro operato in favore della comunità.

L’attribuzione del premio è stata decisa anche come «ulteriore segno di augurio per la ricorrenza del sessantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Benedetto XVI». Anche la data scelta per la consegna non è casuale. Esattamente sessant’anni fa, il giovane sacerdote Ratzinger celebrava con il fratello, proprio il 30 luglio — a Rimsting, luogo dell’infanzia della madre Maria — la nachprimiz , ovvero una delle messe pubbliche immediatamente successive all’ordinazione.

Traunstein è particolarmente familiare per il Papa. Ha trascorso qui infanzia e adolescenza. Ha frequentato il locale ginnasio Chiemgau negli anni difficili del regime nazionalsocialista. Nel seminario St. Michael ha conosciuto il cardinale Michael Faulhaber, che nel 1951 lo ha ordinato sacerdote. Della cittadina, e della sua gente, conserva un caro ricordo, legato soprattutto proprio alla celebrazione della sua prima messa. Ha impressa nel cuore l’immagine della chiesa parrocchiale di Sant’Osvaldo, per l’occasione «illuminata in tutto il suo splendore». E in momenti come quello odierno rivive certamente la gioia che, in quel giorno speciale «la riempiva quasi palpabilmente» tanto che «coinvolse tutti nell’azione sacra, nella forma vivissima di una "partecipazione attiva", che non aveva bisogno di una particolare operosità esteriore». Sensazioni che Benedetto XVI ha confidato nel libro Dalla mia vita. Ricordi, 1927-1977.

E chissà se, proprio in questi giorni del suo anniversario sacerdotale, trovandosi a Castel Ganfolfo per il periodo estivo, lontano dagli impegni pubblici, Benedetto XVI sarà tornato con la mente a quel giorno, quando, insieme a suo fratello Georg, portò in tutte le case della cittadina bavarese «la benedizione della prima Messa». Se lo ha fatto, certamente avrà rivissuto quei momenti di stupore per un’accoglienza meravigliosa, ricevuta «dovunque, anche da persone completamente sconosciute, con una cordialità» che, ha confidato, non avrebbe mai potuto immaginare.

Conoscendone la gentilezza d’animo e il legame affettivo con la patria, i suoi connazionali non perdono occasione per rinverdire il ricordo di quei momenti felici. Anche questa volta hanno organizzato le cose in grande stile. Circa trecento rappresentanti della comunità bavarese sono scesi a Castel Gandolfo fin dalle prime ore del pomeriggio, annunciati dal suono della banda musicale e con tanto di gruppo flokloristico in costumi tradizionali. La cappella musicale Inzing di Tittmoning, gli Schützen di Traunstein, il gruppo folkloristico Goaßlschnalzer del Rupertiwinkel, quelli che fanno schioccare ritmicamente lunghe fruste, hanno trasformato Castel Gandfolfo in una cittadina bavarese coinvolgendo emotivamente la popolazione.

Alle 18 la cerimonia della consegna dell’onorificenza nel Palazzo Pontificio, presieduta dall’esecuzione di alcune composizioni musicali. Al Papa viene anche donato un album fotografico con le immagini dei luoghi della sua gioventù, affinché «sfogliandolo nei giorni a venire possa continuare a rivivere le stesse sensazioni di quel tempo».

L’incontro con la comunità bavarese sostanzialmente segna la ripresa dell’attività ufficiale del Pontefice, che in questo periodo si è limitata soltanto all’appuntamento domenicale con i fedeli per la preghiera mariana. Da mercoledì prossimo, 3 agosto, riprenderà infatti l’udienza generale che, come di consueto per questo periodo, avrà luogo nella cittadina laziale nella piazza della Libertà, antistante il Palazzo Pontificio. Numerosi i gruppi che già da tempo hanno annunciato la loro partecipazione, soprattutto quelli provenienti dall’estero. C’è da credere comunque che tra loro si confonderanno anche tanti castellani, i quali «di vedere il Papa — assicurano i più anziani — non si stancano mai».

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