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A 800 anni dall’incontro
tra Francesco e il sultano

· Conclusa la visita del cardinale Sandri in Terra Santa ·

Con un’invocazione a san Francesco d’Assisi per la Terra Santa e per il mondo intero — specialmente «per tutti quei luoghi in cui la presenza dei frati francescani possa diventare lievito di riconciliazione vivendo la missione “soggetti a ogni creatura per amore di Dio”» — si è conclusa la visita del cardinale Leonardo Sandri, nei luoghi dell’Incarnazione, svoltasi dal 1° al 4 ottobre.

Momento finale del “pellegrinaggio di pace” è stata la concelebrazione eucaristica, presieduta dal prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, nella chiesa di San Salvatore, venerdì mattina, nella memoria liturgica del Poverello. Terminava così il convegno commemorativo — promosso dalla Custodia francescana di Terra Santa — degli 800 anni dell’incontro tra san Francesco e il sultano Al-Malik Al-Kămil.

Il fuoco dello Spirito, ha detto il porporato, «ha illuminato progressivamente il cuore di Francesco e dei suoi discepoli, sia quanto alla Regola che ai luoghi ove vivere la missione». Il Cenacolo ha costituito «il primo nucleo della vostra presenza gerosolimitana, come ben testimonia il sigillo della Custodia». La Provvidenza Divina, ha aggiunto, «vi ha guidati in quel luogo, che da anni vi è precluso per contingenze storiche, salvo sporadiche e circoscritte occasioni», ma questo «non deve diventare una scusa per allontanarvi dalla spiritualità che contraddistingue la vostra prima dimora nella Città santa». Anzi, ha proseguito, la nostalgia «del potervi un giorno ritornare permanentemente, se Dio lo concederà, deve animarvi a rimanere sempre nell’atteggiamento umile del servizio» di chi «si china come Gesù a lavare i piedi, spogliandosi delle proprie certezze e rimanendo vestito solo del grembiale dell’amore che si dona», e per poterlo fare rimane «nella comunione della preghiera invocando il dono dello Spirito».

Desiderare di tornare a officiare in un luogo santo «implica necessariamente essere responsabili della spiritualità di quel luogo», ha avvertito il cardinale Sandri. Infatti, solo in questo atteggiamento rimarrete sempre, «cari frati della corda, servitori, custodi e mediatori di una grazia che vi è stata fatta con la chiamata a essere discepoli di frate Francesco nella terra di Gesù, e vi preserverà dal rischio di sentirvi padroni o portatori di una luce che potrebbe sembrare più vostra che di Lui che ve l’ha donata».

Solo rimanendo in ascolto della voce del Signore, in modo «docile ma anche capace di gridare a Lui come a La Verna: “Chi sei tu Signore, chi sono io?”», si può essere capaci di percepire anche il sussurro dei fratelli in umanità, «persino quelli apparentemente più lontani, le cui parole però sanno bussare alla porta del nostro cuore».

Il prefetto ha poi evidenziato come diversi tratti del libro del Siracide «corrispondano un po’ alla vicenda umana e spirituale di Francesco». Il sorgere di «un desiderio di sequela del Crocifisso che dirada pian piano le nubi delle preoccupazioni mondane e la ricerca della gloria di questo mondo», ma anche il radunare compagni «diversi tra loro come tinte e colori, nei quali poter poi riconoscere alcuni carismi», quali la partecipazione al governo, «l’invio in missione, la capacità di insegnamento come sarà con sant’Antonio, ma tutti per concorrere al rinnovare l’alleanza dell’umanità con il Cristo nella vita di una Chiesa ridestata allo spirito delle origini».

L’intensità della luce che «trafigge le mani e il costato a La Verna, e lo rende segno della Passione e Risurrezione di Cristo portando nel suo corpo le Sacre Stimmate». Il porporato ha poi fatto il paragone con la luce della luna quando è piena. «Ci piace descrivere così Francesco — ha detto — perché forse è il modo più autentico e vero secondo la sua stessa spiritualità e quella minorità» che «ci affascina, ma che rimane una sfida quotidiana saper vivere». La luce della luna infatti è «una luce umile, che può splendere e affascinare», ma che in se stessa «rimane radicalmente rimando a un altro che ne è la sorgente; il Sole appunto». Esso sembra nascondersi «per far brillare invece il suo dono sul volto di chi gli sta di fronte interamente con la propria esistenza, come Francesco ha saputo stare totalmente di fronte al suo Cristo, vera Luce che illumina ogni uomo».

Il cardinale Sandri ha poi fatto riferimento alla via Crucis con formelle bronzee collocata lungo la Via Dolorosa, che è stata inaugurata domenica 6. L’opera era stata presentata poche settimane fa a Papa Francesco per la benedizione.

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23 ottobre 2019

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