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2011 fuga dal dollaro

· Il biglietto verde ai minimi sull’euro ·

La minaccia di un abbassamento del rating da parte di Standard&Poor’s indebolisce gli Stati Uniti. Il dollaro ha segnato ieri i livelli minimi da oltre un anno sull'euro, nonostante la divisa unica soffra delle pressioni dovute alla crisi del debito.

Il biglietto verde registra un trend negativo dopo che Standard & Poor's lunedì scorso ha abbassato le prospettive del rating di tripla a sugli Stati Uniti. Ieri è arrivato a toccare 1,4649 contro l’euro, segnando il minimo dal dicembre 2009. Tuttavia, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, si è detto fiducioso che gli Stati Uniti riusciranno a ridurre il deficit. «Confido nel fatto che gestiranno la loro situazione economica» ha detto. «Mi sembra infatti che in questo senso si possano interpretare le più recenti affermazioni dell’Esecutivo americano». Trichet ha spiegato che il rialzo dei tassi non è necessariamente il primo di una serie di aumenti e non vede effetti di secondo livello per i prezzi.

Molti investitori si stanno riposizionando e scommettono sulla possibilità che la divisa europea possa raggiungere nuovamente la quota degli 1,50 abbandonata durante la crisi finanziaria. La volata dell’euro sta avvenendo nonostante le nuove difficoltà di Grecia e Portogallo.

Massimi storici sono stati registrati ieri per i premi di rendimento di Portogallo (623 centesimi), Grecia (1.166) e Irlanda (712).

A sostenere le quotazioni europee in questo momento è la Cina. Pechino è pronta a investire ancora in titoli di Stato di Paesi dell’eurozona per diversificare il proprio portafoglio. Lo ha affermato l'ambasciatore cinese presso l’Unione europea, Song Zhe. «È possibile che alla prossima occasione aumenteremo gli investimenti». A proposito delle ripercussioni di eventuali ristrutturazioni del debito dei Paesi in difficoltà, l’ambasciatore ha auspicato che «i Governi siano in grado di garantire la sicurezza dei nostri investimenti». Pechino, comunque, ha «piena fiducia nell’euro, che rimarrà una delle nostre principali scelte di investimento».

Non giovano al dollaro gli ultimi dati sull'economia americana, con i sussidi di disoccupazione in aumento e un’attività manifatturiera nel distretto industriale di Philadelphia decisamente inferiore al previsto ad aprile. Lo scenario fiscale e macroeconomico statunitense — questo, secondo gli analisti, è il ragionamento dei mercati — suggerisce alla Federal Reserve di usare prudenza nel riportare la politica monetaria, attualmente iperespansiva, su un sentiero di normalizzazione. Al contrario, la Banca centrale europea ha imboccato la via di una progressiva stretta monetaria, che rende l’euro più remunerativo, in prospettiva, rispetto alle attività denominate in dollari. In questa scelta, la Bce non agisce da sola e, di conseguenza, il Dollar Index, che monitora il cambio del dollaro, è piombato fino a 73,735 segnando un minimo dall’agosto 2008.

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